Star Wars – Il risveglio dei nerd

Parliamo di Star Wars visto che non lo fa nessuno (inserire risate registrate).
Non voglio girarci intorno con introduzioni e preamboli vari, quindi andrò direttamente al sodo di questa critica a Star Wars dicendo cosa ne penso dell’ultimo capitolo della saga Lucas Disney evitando di spoilerare tutto!

Quando le luci si sono spente e la scritta “Star Wars” si allontana seguita dal classico riassunto “inclinato” le emozioni hanno cominciato ad eruttarmi da dentro tipo Alien, perché anni fa c’era un bambino sul letto che guardava delle scritte simili e che sognava una vita avventurosa. Ora quel bambino è cresciuto e conscio che la vita fa schifo ma sa anche che Star Wars è sempre Star Wars.

critica a star wars

La prima parte del film si concentra sui nuovi personaggi molto giovani e molto da film Young Adult e sono certo che questa parte sia piaciuta al pubblico nuovo e fresco che non conosce Star Wars (probabilmente colpa di genitori che voglio dare loro cose inutili come “un futuro”), ma a gente come me non ha fatto impazzire.

Per carità, gli attori son bravi, il personaggio di Kylo Ren è accattivante e se la pellicola non avesse quel titolo sarebbe un ottimo film di fantascienza. Però, sino all’arrivo della “vecchia guardia” non si riesce a tirare fuori un respiro di sollievo per dire “sì, è Guerre Stellari”.

Una cosa bella è proprio questo vecchio cast tirato fuori dalla naftalina, perché i personaggi sono proprio loro, non sono né bloccati in una eterna finta giovinezza né appesantiti dalla loro vecchiaia, si accennano cose successe in questi anni che rafforzano la trama e aiutano i giovani ad essere introdotti.
Va detto che un po’ di fan-service ci sta anche, anche se un po’ esagerano, buttando troppa carne al fuoco per tenere lo spettatore attivo e vigile, cannando clamorosamente alcune cose su cui si passa sopra perché con la scena cardine di questo film sbaragli qualsiasi altra cosa. Già, questo è un difetto.
C’è un momento preciso in cui lascia chiunque a bocca aperta, con una scena anche coraggiosa, ma è una cosa così grossa che anche il finale, che dovrebbe essere una sorpresa e una gioia, rimane lì senza emozionare, perché il cannone ha già sparato il colpo migliore.

Tecnicamente è un film ben riuscito, J.J. Abrams lavora bene si da regista, sia come uno degli sceneggiatori, ma soprattutto dimostra di saper mediare con la mastodontica produzione per evitare buonismi eccessivi.
John Williams invece delude con la sua colonna sonora. Se in quella zotta de “La minaccia fantasma” era riuscito a creare un gioiello come “Duels of the fates”, qui non riesce a trovare quell’accompagnamento degno.

Per concludere questa critica a Star Wars: il film non è brutto, ma per stabilire se sia solo un colpo fortuito o un piano ben congegnato dovremo aspettare 2 anni per il secondo capitolo.
Perché i casi sono due: o Il Risveglio della Forza è il continuo di un “serial a puntate” fatto per il merchandise o è il punto di incontro tra una generazione che riprenderà a sognare e una che aveva smesso di farlo per colpa di uno stereotipo razziale di gomma.

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