Le 5 perle trash di musica italiana che non vi aspettavate a�� Parte prima

Un giorno apro Facebook e mi imbatto in una foto di Carlo Conti datata 1985, in cui trovo la��abbronzato presentatore di Sanremo 2015 seduto tra bizzarre forme geometriche, in quella che successivamente scopro essere la copertina del suo singolo italo disco a�?Through the nighta�?. Questo scatena un flusso di coscienza che mi porta a liberare una serie di canzoni che avevo nascosto in un angolo buio della mia mente, e che a�?Kontya�? ha brutalmente fatto uscire. Ecco a voi famosi personaggi della televisione nostrana che hanno saputo ritagliarsi un posto nella giA� vasta Hall of shame della musica italiana.

5) Barbara da��Urso a�� Dolceamaro  (1980)

La paladina indiscussa del capodanno trash della tv made in Italy ha avuto una lunga carriera come attrice e presentatrice a partire dagli anni a��80, nella quale ha dimostrato come il buon gusto fosse un mero optional. Ma non molti sanno che pubblicA? anche un audace 45 giri: Dolceamaro/Se mi guardi cosA�. La Barbarona nazionale ha fatto per un breve periodo parte della scuderia della Targa Records, celebre per avere tra le sue fila anche Vasco Rossi. Che direa�� Il lato A del vinile ci offre questa splendida perla di un cattivo gusto raro, con un ammiccante bisbigliato testo, ricco di doppi sensi ed allusioni, e una musicalitA� che richiama vagamente la Cristina Da��Avena degli anni da��oro. YouTube fa passare tutto in sordina, offrendoci a malapena il contributo audio, ma per fortuna che esiste Dailymotion, che per sfortuna ha rimosso il video. Accontentiamoci dell’audio.

4) Fiorello a�� SA� o no (Please Don’t Go) (1993)

I profani ricorderanno il Fiore solo per a�?esilarantia�? imprese televisive degli anni 2000 o pubblicitA� della Wind, ma i veri fans della spazzatura a�?90s hanno ancora gli incubi quando pensano a Rosario con il codino alla Steven Seagal, alla conduzione del programma campione di ascolti Karaoke, che manco a dirlo veniva trasmessoA�su Italia 1. Sulla cresta della��onda del successo televisivo, pure un album (Spiagge & Lune) e un tour che dura quasi due anni. Il brano in questione A? uno dei singoli capolista del CD che ha permesso al pupillo di Cecchetto di inondare i bagni e i lidi di tutta la Riviera Romagnola a metA� degli anni a��90. Base eurodance, motivetto scoppiazzato dalla hit di KC & The Sunshine Band (Please dona��t go) e balletti imbarazzanti. Gli ingredienti ci sono tutti.

3) Pippo Franco a�� Che fico (1982)

Alla��anagrafe Francesco Pippo, questo mostro di simpatia del Bagaglino ha avuto un excursus musicale forse piA? ampio rispetto ai nomi succitati. Dopo una gavetta a fine anni a��50 (ricordiamo che Pippo A? classe 1940), trova il primo career highlight quando suona come chitarrista della��orchestra che accompagna Mina in Appuntamento a Ischia per la��esecuzione di tre brani.
Nella seconda metA� degli anni a��60, invece, inizia una spaventosa serie di album che non citerA? visto che i soli titoli mi fanno venire la pelle da��oca. Tra un 45 giri e un altro, si arriva alla prima uscita come guest a Sanremo del 1979 con Mi scappa la pipA� papA� (ebbene sA�, A? proprio sua). Ma in questa sede non vi parlerA? di avventure da toilette, ma di uno, fra i tanti altri, imbarazzanti singoli, ossia Che fico. Quando oggi ci lamentiamo di Amoroso e colleghe, non dimentichiamoci che anche Pippo Franco con questa perla sul palco della��Ariston ci A? andato. Ah, Pippo ha pure una pagina di Wikipedia scritta in un maccheronico in inglese, se vi interessa. Nel video, notare le chiare difficoltA� motorie delle ballerine.

2) Gerry Scotti a�� Smile (1987)

Il buon Virginio Scotti A? stato anche deputato della Camera, presentatore radiofonico e ovviamente cantante. I suoi brani erano spesso e volentieri colonne sonore dei suoi stessi programmi e nella sua (#grazieadio) breve carriera musicale vanta come maggiori collaboratori Cristina Da��Avena e Zucchero (qui valutate voi se giudicare come positiva o negativa la cosa). La bomba che lo porta alla medaglia da��argento della nostra classifica A? Smile, sigla della��omonimo programma da lui condotto e prodotta chiaramente dal Phil Spector italiano, Claudio Cecchetto. Il brano vanta anche un mix strumentale, come lato B del 45 giri, la cui copertina raffigura uno sgargiante Gerry in compagnia del figlio di Lory Del Santo ed Eric Clapton.A� Ecco a voi il presentatore preferito dalle pensionate italiane in veste di trasgressiva popstar.

1)A�Carlo Conti, AKA Konty a�� Through the night (1985)

Mentre oltreoceano Wham!, Madonna e Tears for Fears dominano le classifiche, Conti decide, dopo qualche anno come disc jokey e presentatore radiofonico, di provarci con un singolo dance dalle sonoritA� alla Human League. Con il fantasioso nome da��arte di KONTY, il toscano vince il primo posto della classifica di oggi in particolare per la��attenzione ai dettagli che ad altri A? mancata. Lui ci credeva sul serio, il sound era perfettamente omologato alla musica elettronica del periodo e soprattutto il testo era interamente in inglese. Che poi nel complesso la canzone fosse imbarazzante, cantata in un inglese da a�?vado alla��America in cerca di fortunaa�?, e avesse lyrics scontatissime e artwork imbarazzante, A? un altro discorso. Per fortuna lo stesso anno entra in RAI e chi si A? visto si A? visto. Ma grazie per averci provato, Konty. In cuor mio continuo a sperare che tu apra il Festival di Sanremo con una performance di questo brano.

MattPenna
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Pubblicato da MattPenna

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