Come una bestia feroce di Edward Bunker: una recensione

Più di ogni altra cosa mi concentrai sulla sensazione di essere vivo, sul soffio dell’aria condizionata che mi scivolava sul petto, sul sapore e l’odore del mio sigaro, sulle pulsazioni del mio polso, sul dolore dei muscoli stanchi, sull’infinito lavorio del mio stomaco. Ad un certo punto, desiderando provare il contatto con un’altro essere vivente, accarezzai la spalla di Allison. La vita era preziosa , la vita era tutto ciò che contava. Ma se non la vivevi come volevi, ecco che all’improvviso non contava nulla”.

Edward Bunker rientra tra le fissazioni di chi sta scrivendo e non è neanche l’unica per vostra fortuna/sfortuna, ma non è questo il momento di psicoanalizzarmi.

Il mio amico Edward Bunker

L’estratto sopra riportato viene da Come una bestia feroce, romanzo che il buon Bunker diede alle stampe nel 1973.

Ha scritto James Ellroy, l’autore di American Tabloid: “II grande romanzo dei bassifondi di Los Angeles? Come una bestia feroce, di Edward Bunker“.

Il romanzo permette di osservare il mondo con gli occhi di Max Dembo, alter ego di Bunker, che esce dalla prigione dopo otto anni di orrori che non riusciamo neanche a immaginare e tenta inutilmente di inserirsi nella vita “normale” di Los Angeles.

Sin dall’inizio capirete che Max Dembo non è un sognatore ma è cinico e cerca di pianificare tutte le sue mosse senza lasciare nulla al caso: conosce la violenza e le conseguenze che comporta e ce lo spiega il protagonista stesso con le sue parole:

“Chi non è mai stato a contatto con la violenza non la teme, ma crolla quando si scontra con essa.”

È una storia criminale e per descriverla Bunker attinge a piene mani dalla sua esistenza durante l’ennasimo soggiorno in carcere che verrà abbreviato proprio per l’interesse e dal successo riscossi dal libro e dal film che ne fu tratto nel 1978, Vigilato speciale, con Dustin Hoffman.

Dustin Hoffman è Max Dembo

La spirale del protagonista, uscito in libertà vigilata dal carcere, è rapida: cerca di rigare dritto e di rispettare la libertà vigilata, prova a cercarsi un lavoro ma finisce nei guai con il supervisore e torna per una settimana in prigione finchè non viene nuovamente rilasciato.
Messo di fronte ad un bivio Max sceglie di nuovo la strada del crimine, decidendo quindi di tornare in gioco.

Ritrova i vecchi compagni di una volta, si aggira con scaltrezza e astuzia nel mondo criminale di L.A. restituendoci dall’interno la descrizione di microcosmo dotato di un proprio codice morale dove si intrecciano facce e vicende tra meschinità, rapine e droga per costruire la trama di una America decisamente lontana dal sogno e dalle illusioni di propaganda. Max spara, Max si buca, Max si fa di anfetamine e non esita a picchiare una donna, Allison, che lo ama perchè ingenua ed affascinata dall’aura criminale e ribelle di Max.

Il romanzo è diviso solo in tre capitoli, per un totale di 358 pagine : il primo descrive il suo ritorno in libertà, ma il protagonista si scontra immediatamente con il rifiuto che il mondo prova di fronte ad un ex carcercato e, nonostante abbia già scontato le sue colpe, la società non è comunque disposta a reintegrarlo.
Nel secondo capitolo Max torna alla criminalità rendendosi conto che alla fine “se nasci criminale, puoi solo morire tale”, per poi giungere all’ultimo capitolo che tratta della sua fuga spericolata. Si entra letteralmente nella mente di un criminale, capendone dinamiche e vivendone la pressione.

Tutto il romanzo è denso di azioni violente, senza un attimo di respiro: la trama del libro spinge ad andare avanti senza aver voglia di fermarsi perché è un susseguirsi di situazioni che, quasi, non lasciano il tempo di riflettere.

Un libro coinvolgente, dove tutto si può riassumere con la frase di Edward Bunker:

“Pensare è una condanna!”

Arf

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Ehi amico. Ehi amico. Non mi piace. Forse dovrei darti un nome ma è una strada pericolosa: esisti solo nella mia testa, ricordiamocelo. Merda! È successo davvero, sto parlando a qualcuno che non esiste. Quello che sto per dirti è top secret. Si tratta di una cospirazione gigantesca. C'è un gruppo di persone potenti che governa il mondo in segreto. Parlo di gente che nessuno conosce, di persone invisibili. L'1% più ricco dell'1% più ricco del mondo che gioca a fare Dio e ora credo che mi stiano tracciando. STACCA STACCA STACCA
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A proposito di Arf

Ehi amico. Ehi amico. Non mi piace. Forse dovrei darti un nome ma è una strada pericolosa: esisti solo nella mia testa, ricordiamocelo. Merda! È successo davvero, sto parlando a qualcuno che non esiste. Quello che sto per dirti è top secret. Si tratta di una cospirazione gigantesca. C'è un gruppo di persone potenti che governa il mondo in segreto. Parlo di gente che nessuno conosce, di persone invisibili. L'1% più ricco dell'1% più ricco del mondo che gioca a fare Dio e ora credo che mi stiano tracciando. STACCA STACCA STACCA

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