Dota: questione di healing (e di healer)

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Fine partita. Phantom Assassin farmatissima che oramai cammina tranquilla nella vostra fontana armata di Farfalla, quindi ormai lì dentro può anche prenderci la residenza. È lì che aspetta il vostro respawn mentre i suoi compagni di squadra riducono in macerie le vostre ultime baracche e tu, mentre cerchi di trasporre in cirillico il concetto di: “Figli della merda, manco la low priority di League of Legends (?) meritereste!” per farlo pervenire ai tuoi compagni di squadra, cominci a pensare che quella PA in realtà era solo uno smurf di un qualche pro-player creato ad-hoc per farti incazzare.

Ed è lì che ti chiedi dove è che è andato tutto storto, perché “quella” teamfight la stavate pure vincendo. Ed anche quell’altra. E quell’altra.

E poi ti ricordi che ogni volta è arrivato l’Omniknight, ha usato la ulti e le cose sono andate in merda.

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E poi ti ricordi che in lane quella PA le stava anche prendendo per l’harrass, e non sarebbe manco riuscita a farmare se non fosse stato per quell’Omni che la curava ogni volta.

E poi ti ricordi dell’altra partita dove non c’era modo di fermare quell’Huskar perché quel fottuto Dazzle lo teneva in vita. O di quella lane dove c’era un Necro con l’Headdress e non sapevi più come cazzo harrassarlo ché tanto si curava a priori.

In quel momento cominci a mettere in dubbio quella che era una cosa che hai sempre pensato, hai sempre saputo che fosse sbagliata ma non hai mai capito veramente il perché: un team di cinque carry può battere ogni cosa, basta che uno compri il courier all’inizio.

C’è un particolare tipo di eroe che è sempre preso poco in considerazione ma che, soprattutto nelle pub o nel rank basso, è in grado di decidere le sorti della partita fin dalla laning phase: gli healer, cioè quei support dotati di un qualche genere di skill in grado di curare il prossimo, o quantomeno armati di headdress e di una piccola scorta di tango per il loro carry. In quel genere di partite, raramente vi capiterà di vedere persone in grado di gestire come si deve il loro inizialmente misero quantitativo di punti ferita.
Vi sarà capitato spesso di vedere situazioni quali uno Spectre che pur di farmarsi la Radianza come primo item e non perdere manco un last hit rimane in lane con due HP e manco un tango in tasca pur di non perdersi manco un singolo last hit. O l’Alchemist o lo Slark che i tango non li comprano, tanto si curano tutto appena arrivano al 6.

Inutile dire che finiscono puntualmente per morire tutti.

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Non è necessario però prendere un support healer come Omni o Dazzle per tenere in vita un carry. Basta poco, basta molto meno. Basta anche solo avere un Headdress nell’inventario e tutto cambia. È uno starting item che può fare la differenza tra una lane vinta ed una lane persa. Avere uno dei due support sovracitati, ma anche Winter Wyvern, Abaddon, Undying, Treant e Oracle e cominciare con un Soul Ring significa che il tuo compagno di corsia non potrà essere harrassato perché comunque lo curerai di più.

Ognuno di questi support, poi, ha anche altri modi di tenere in vita il suo compagno di lane. Omniknight rende immuni alla magia, garantendo praticamente un BKB, fino alla sua Ulti, che sommata rende il bersaglio quasi invulnerabile.
Dazzle, in grado di salvarti con la W da tutto (tranne che da una sola cosa) e di rallentare. La Wyvern, in grado di rendere immune al danno fisico.
Abaddon poi, col suo scudo che oltre che a parare i danni e danneggiare, purga via anche stun, slow ed altre condizioni indesiderate.
Ed il Treant, che ovunque sia può tenere in vita chiunque sulla mappa, torri comprese. Ci sono anche altri eroi in grado di curare il prossimo in modi meno diretti, quali Phoenix con il suo Sun Ray che cura in percentuale (cosa da non sottovalutare), la Q di Huskar, che può usare anche sugli altri oltre che su sé stesso. Legion Commander, che cura e purga via status negativi, oltre che dare velocità d’attacco.
O la toggle del Witch Doctor, in grado di curare tanta gente ad un ritmo costante e per un costo relativamente basso. Anche Juggernaut e la sua Healing Ward, che molti giocatori inesperti spesso dimenticano, condannando così il proprio team a perdere teamfight che avrebbero potuto vincere sprecando un solo colpo per buttarla giù. O anche Pugna, la cui ulti, molti non sanno, può anche essere usata per trasferire vita da sé ai propri alleati.

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In Dota 2 Healer, anche da solo, può tenere in vita un intero team mentre questo girovaga liberamente per la base nemica, e non va mai sottovalutato. È un genere di eroe con cui vale decisamente la pena di far pratica, e di cui conviene sempre averne uno o due nel proprio repertorio.
Personalmente, vi consiglio di provarne qualcuno. Si sa mai scopriate che supportare un team non è così male come sembra. Migliorerete il gioco per tutti, e forse anche per voi stessi perché, così facendo, potreste vincere qualche partita che invece, prendendo l’ennesimo Spectre “fast” (ovvero al 32° e con le baracche a terra) Radiance, avreste perso.

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