Dragon Ball Z: La resurrezione di Fuuu…

Allora.

Quando mi sono recato al cinema per vedere il nuovo film di Dragon Ball, devo dire che ero speranzoso. La presenza di Frieza come nemico principale mi pareva una buona scusa per tornare ai vecchi standard della serie, quando una semplice trasformazione in Super Sayan era sufficiente per causare polluzioni multiple a noi bambini degli anni Novanta.

Ebbene, non è stato così.

Dragon Ball Z: La resurrezione di F è stata una porcata di dimensioni titaniche. Non parlo del doppiaggio e della localizzazione italiani, che sono penosi ma non imputabili al film in sé. Io parlo proprio del film.

Dragon Ball Z: Non avevamo più idee

Dragon Ball Z: Non avevamo più idee

In primo luogo, la storia è solo un pretesto per mostrare un po’ di scazzotate. È come guardare un filler, con l’aggravante che il cattivo non è figo come Janenba o Broly, e non è nemmeno nuovo: è solo il buon vecchio Frieza, in una versione pacchiana e potenziata.

Che poi, “potenziata”. Parliamone: per tutta la durata del film, Frieza non rappresenta mai una reale sfida per i Sayan. Perfino nel finale, in cui le cose sembrano ribaltarsi, la presenza dei fagioli di Balzar e di quella faccia di merda di Whis annulla la letalità dell’antagonista, e dunque ne vanifica il senso.

Poi, c’è Bills. Ma quanto è vergognoso, quel personaggio? Un dio della distruzione che vive per abboffarsi di cibo, con una mentalità da bambino e un potere esagerato. Insomma, la copia di Majin-bu, ma senza un briciolo della sua simpatia.

E a proposito di Majin-bu: ma dove cazzo è andato? Essendo il film ambientato dopo la nascita di Pan, lui dovrebbe essere già diventato amico di mister Satan. Eppure, tutti sembrano esserselo dimenticato. E poi C-18, Trunks, Goten… vengono lasciati tutti a casetta, mentre sul campo di battaglia si schierano uno sfigatissimo Gohan, il maestro Muten, Piccolo, Krillin e Tenshinhan. Ci mancava solo Yamcha, insomma. La stessa C-18 ricorda al marito di avere un potere superiore a tutti quanti loro messi insieme, ma pare che in Dragon Ball il cromosoma Y sia legato a gravi deficit cognitivi.

Il figlio studiato.

Il figlio studiato.

E così, il film si riduce ad un combattimento insensatamente lungo e noioso, che non si spreca neanche a citare la serie e anzi la sfancula in più di un punto (Shenron non può riportare subito Frieza in vita perché a pezzi, nonostante Krillin fosse stato fatto esplodere come un palloncino), e termina senza alcuna evoluzione dei personaggi (l’ultima battuta di Goku mi ha tirato bestemmie di proporzioni bibliche). Oltretutto, l’abuso della computer grafica inficia ulteriormente la qualità della pellicola senza aggiungere spettacolarità, ma anzi snaturando l’azione, e alcuni personaggi (Bulma in primis) sono disegnati davvero male.

Per concludere, Dragon Ball è morto. La Toei sta tentando di rianimare un cadavere, e nel farlo lo sta rendendo altro da ciò che era. E allora, facciamo finta che questo film non ci sia mai stato, così come l’intero Super. Perché io voglio ricordarmi il mio Dragon Ball, quello del triplo Kayoken, della Kamehameha con due mani destre, del “E non è nemmeno la mia forma finale!”, degli amv con i Linkin Park e gli Evanescence in sottofondo. Il Dragon Ball che ci aspettava tutti i giorni al ritorno da scuola, e che ci incantava parlandoci non di eroi invincibili, ma di uomini che avevano il coraggio di sollevarsi dopo ogni sconfitta, e tramite la sconfitta diventare più forti.

Arrivederci, Goku. Ci mancherai di brutto.

Arrivederci, Goku. Ci mancherai di brutto.

Dragon Ball è morto: viva Dragon Ball.

Based-sama

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A proposito di Based-sama

Vent'anni e ancora guarda i cartoni animati. Ha una D nel nome, ma non la sbatta di imparare a usare l'haki. Un villain nato, spreme sempre il tubetto del dentifricio dalla parte di mezzo.

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