Eurovision Song Contest 2015 – #ESCITA

L’evento musicale dell’anno, atteso in tutta Europa, è finalmente arrivato: L’ Eurovision Song Contest 2015. Ad ospitare l’evento è stata l‘Austria, paese di origine del vincitore dell’edizione precedente Conchita Wurst.

Per chi non sapesse come funziona la competizione la spiegherò brevemente: in finale di diritto, dal 2000 ci vanno Regno Unito, Francia, Germania, Spagna e Italia, in qualità di principali finanziatori della EBU (Unione Europea di Radiodiffusione). Per tutti gli altri membri dell’EBU sono stata organizzate due semifinali (una delle quali è stata trasmessa in differita dall’Italia per dar spazio a “The Voice of Italy”). Ogni semifinale dà accesso alla  finale a 10 nazioni che si contenderanno la vittoria con le 5 aventi diritto, la nazione vincitrice dell’edizione precedente e quest’anno (Austria), in occasione della 60esima edizione, l’Australia (il cui network SBS fa parte della EBU).

Ma passiamo ai fatti seri: la nazione vincitrice di quest’anno è la Svezia grazie a Måns Zelmerlöw e alla sua “Heroes“.

Vi sembra forse una canzone conosciuta? Beh è stata accusata di plagio per la somiglianza a “Lovers on the sun” di David Guetta.

La seconda classificata è stata invece la russa Polina Gagarina con la sua “A million Voicesseguta dagli italiani Il volo e la loro “Grande amore” che ci aveva già sfondato le palle dopo la vittoria a Sanremo.

Ma analizziamo i dettagli: a presentare l’evento, in ordine cromatico, le elegantissime Alice, Mirjiam e Arabella.

Prima ad esibirsi la Slovenia: Maraaya con “Here for you”. Tranquilla ragazza! In Austria sono ricchi: le cuffie non te le ruba nessuno! Un applauso anche alla ballerina e musicista di hair violin.
Segue la Francia con “N’oublies pas” di Lisa Angell, cantante di origini italiane. Particolare il tweet mandato in diretta sottolinea la somiglianza a Renato Zero. Una delle poche a cantare in lingua d’origine.
Dopo c’è Israele: il giovanissimo e tamarrissimo Nadav Guedj canta “Golden Boy”.
La gara continua e si esibisce Louis degli One Direction! Ah no! Sono Stig Rasta ed Elina Born per l’Estonia con la loro “Goodbye to yesterday“.
L’esibizione successiva è della Gran Bretagna con gli Electro Velvet e la loro “Still in love with you”. Un mash up tra swing e dance degno di Just Dance (che comunque ho molto apprezzato).
Scenografia e costumi dark/fantasy per i Genealogy dell’Armenia con “Face the shadow”.
Niente pubblicità quindi la gara continua con la Lituania: “This Time” e il lungo bacio di  Vaidas Baumila e Monika Linkyte. Certo che se i lituani sono tutti come loro è sicuramente un posto da visitare da single
Prossima ad esibirsi e la grande (in tutti i sensi) Bojana Stamenov, dalla Serbia, con “Beauty never lies”
È adesso il turno della Norvegia: Mørland e Debrah Scarlett cantano “A monster like me”. Esibizione molto sobria, forse troppo.
Il prossimo è mr sorriso della Norvegia, Måns Zelmerlöw ela sua “Heroes“. Molto carina la scenografia alle spalle.
Gara, gara, gara… Canzone tranquilla per il nerd Cipro: “One thing I should have done” di John Karayannis.
A seguire l’Australia con Bruno Mars! Oh, no! Ho sbagliato ancora! È Guy Sebastian e la sua “Tonight again”.
Prossima esibizione il Belgio e il suo ballerino/cantante Loïc Nottet che ha il “Rhythm Inside”.
Contiuna lo show ed è il turno dell’Austria, nazione ospitante, con l’esibizione dei The Makemakes e la loro “I am yours”. Il gruppo rock (??) austriaco infiamma il pianoforte ma non conquista gli europei classificandosi ultimi.

Chi l’avrebbe mai detto! Finalmente la pubblicità! Piccola pausa prima di ricominciare con la Grecia con Maria Elena Kyriakou e la sua “One last breath”, la Céline Dion balcanica.
L’esibizione continua con il Montenegro: Knez e la sua “Adio” in un’atmosfera da Mille e una notte.Adesso è il turno della culona tedesca Ann Sophie e la noiosissima “Black Smoke”.
Segue la Polonia con “In the name of love” di Monika Kuszyńska. Giusto per farle salire l’embolo, durante l’esibizione mostrano alcuni video di esibizioni antecedenti all’incidente che ha avuto con il resto della band, nelle quali la cantante poteva ancora camminare.
Continua la gara con la Lettonia: Aminata e la sua “Love injected”. Sembrava più un’esibizione egiziana.
Giunge ora il turno della Romania che sorprende per l’assenza della fisarmonica nella canzone. I Voltaj cantano “De la Capat” che non è una minaccia in barese. Il cantante conclude la performance dicendo  “non lasciate soli i bambini” che, detto da dei rumeni…
Andiamo avanti con l’esibizione di cappuccetto rosso della Spagna. Edurne rinuncia al vestito fiabesco e mentre canta “Amanecer” si trasforma in una gnoccona con un bellissimo vestito champagne.
Avete sonno? L’Ungheria non aiuta. Boggie canta la sua ninna nanna intitolata “Wars for nothing”
Ma chi è quella gnocca darkettona sul palco? Si tratta della Georgiana Nina Sublatti con la sua “Warrior”. Ero troppo distratta a vedere il suo outfit da guardiana della notte per commentare la sua esibizione.
Tranquilli ci stiamo avvicinando al finale. L’Arzebaijan schiera sul palco Elnur Huseynov con una scenografia surreale sulle note di “Hour of the wolf”. Ma come fa l’Arzebaijan a prendere tanti voti?
Tocca ora a madre Russia e la sua Marylin Monrowsky, Polina Gagarina con “A million voices”. Onestamente non mi fa impazzire.
Continua la gara Elhaida Dani, per l’Albania, con “I’m Alive. Belle tette Elhaida!
A concludere l’esibizione gli Italiani Il Volo con Grande Amore. Standing ovation per loro… mah!


Per non annoiarvi ancora concludo dicendo che è stato uno spettacolo piuttosto serio, molto sobrio ed elegante. Bei look, canzoni un po’ meno, scenografie semplici. Vincitrici assolute le tette! Quasi tutte avevano scollature molto evidenti ma probabilmente avevano un budget limitato per le stoffe e per la serba ne avranno utilizzatato la metà.

Commenti

comments

I commenti sono chiusi.