Fantasy Grounds: il ruolo e la coscienza

La parte più difficile di Fantasy Grounds è di certo l’approccio: quando si comincia a leggerlo, infatti, non si sa come prenderlo. I disegni sono molto espressivi ed efficaci, ma sono evidentemente opera di un artista ancora in evoluzione, come testimoniato dalla semplicità e dalle piccole imperfezioni del tratto (cosa che, peraltro, lascia il fumetto perfettamente godibile). Inoltre, trattandosi di un webcomic strutturato in strip giornaliere, la trama passa spesso in secondo piano per lasciare posto a scene comiche. Il lettore occasionale avrà quindi l’impressione di trovarsi davanti a un fumetto caciarone e senza spessore, un divertissement fine a se stesso, e se ne andrà senza sentirsi arricchito.

E farà un terribile errore.

That's it, that's the show.

That’s it, that’s the show.

Ma andiamo contro la mia tendenza a cominciare dal fondo della vicenda, e partiamo dalle basi. Fantasy Grounds, opera di Wolfrad Senpai che trovate nella pagina dell’autore (qui), è un webcomic di genere fantasy (ma no?) cominciato poco più di un anno fa. La storia si incentra sulla disorganizzatissima gilda Rebirth e sui suoi ancor più impacciati membri, seguendoli nelle loro peripezie senza un apparente filo logico. Gli improbabili personaggi si relazionano tra di loro, con il mondo circostante e con una serie di nemici, avversari occasionali, gente-che-non-si-capisce-che-diavolo-vuole, dando luogo a un susseguirsi di assurde avventure.

L'importante è rendersene conto.

L’importante è rendersene conto.

Cominciamo da qui, per la nostra analisi. Il nodo fondamentale della narrazione, in Fantasy Grounds, sono proprio i rapporti tra i personaggi: rapporti che, apparentemente ben definiti e cristallizzati in quella ingenuità tipica del genere fantasy, si dimostrano ben più complessi e tormentati. Andando avanti con la trama, scopriremo che molti personaggi allacciano o hanno allacciato con gli altri dei rapporti ambigui, tali da logorare il loro animo. Molti di loro arrivano a mettere in discussione la loro stessa natura, diventando inquietanti e tristi marionette in uno scenario fiabesco che assume le tinte di un incubo (e qui non posso che pensare a Madoka Magica).

Fantasy Grounds decide di fare il serio.

Fantasy Grounds decide di fare il serio.

Sempre parlando dei personaggi, inoltre, vorrei mettere l’accento su un dettaglio che mi ha colpito: i loro nomi. Ogni personaggio, in Fantasy Grounds, è ricamato su un archetipo del fantasy classico, ed eredita il nome di tale archetipo. Ed è così che abbiamo [Monk], [Dragoon], [Healer] e tutti gli altri, fino ai più particolari [Fall Princess] e [Bunny Maid]. Ma cosa vogliono dirci, questi nomi?

¯\_(ツ)_/¯

¯\_(ツ)_/¯

Fateci caso: in Fantasy Grounds, i personaggi si comportano seguendo dei cicli. [Knight], ad esempio, non riesce a legarsi sentimentalmente a nessuno, ma è irrimediabilmente attratto dalle [Succubus]. Queste tentano di ucciderlo, assecondando la loro natura, e lui è costretto a eliminarle pur volendo proteggerle. E la cosa si ripete all’infinito, senza soluzione di continuità. Lo stesso vale per gli altri personaggi, che si ritrovano intrappolati in un’eterna ripetizione degli stessi gesti, prigionieri dei loro stessi ruoli. Questo è il messaggio profondo di Fantasy Grounds, quello che dà valore all’opera: nel momento in cui lasciamo che il nostro nome prevalga su ciò che siamo, la nostra coscienza viene soppressa, e il ruolo che ci siamo imposti diventa la nostra condanna.

Being [Knight] is suffering. Ah no, aspetta...

Being [Knight] is suffering. Ah no, aspetta…

Parlando di stile, Fantasy Grounds fa del “meta” una sua prerogativa, e lo fa nella maniera giusta. Ma andiamo per ordine.

Innanzitutto, è strapieno di citazioni e Easter eggs. Il carretto di [Merchant] è un ricettacolo sovradimensionale di cultura fumettistica, cartoonesca e videoludica contemporanea, la “posa SHAFT” interviene di prepotenza a dislocare il collo di [Rogue], gente a caso finisce piantata nel terreno come gli Evangelion contro Israfel, [Alchemist] ha creato “un coso che si rigenera sempre e delle formiche carnivore che hanno sempre fame e si cibano solo di lui” (I made a robot that screams!). E fidatevi, è solo la punta dell’iceberg.

Straordinaria davvero.

Straordinaria davvero.

Non manca poi il buon vecchio meta propriamente detto, con un [Bard] che incarna il nonsense e parla tranquillamente al lettore, dimostrando che il suo unico scopo nella narrazione è portare il caos (e noi lo amiamo, per questo).

Ma che domande fai, [Alchemist]?

Ma che domande fai, [Alchemist]?

Infine, i meme. I meme sono il cuore pulsante di Fantasy Grounds, anche grazie ad una fanbase di livello sufficientemente alto da non farli degenerare nella volgarità o nella noia. E parlo anche di meme originali, creati appositamente dall’autore cavalcando il successo di certe strip (“È un cane?”, #minchiailtopo, and so on).

Vi ricorda qualcosa?

Vi ricorda qualcosa?

Per concludere, Fantasy Grounds è una bomba: profondo dove non te l’aspetti, stilisticamente complesso e con un intreccio narrativo elaborato e originale. Wolfrad Senpai confeziona un prodotto di grande qualità, ma senza prendersi troppo sul serio, e dimostra tra l’altro una grande intelligenza nella gestione di un mondo narrativo così generico da offrire possibilità pressoché illimitate.

E leggetelo, che [Wizard] s’incazza.

Based-sama

Based-sama

Vent'anni e ancora guarda i cartoni animati. Ha una D nel nome, ma non la sbatta di imparare a usare l'haki. Un villain nato, spreme sempre il tubetto del dentifricio dalla parte di mezzo.
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A proposito di Based-sama

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