Fenomenologia del meme: sii come Bill

Ci credereste che in alcuni corsi universitari si parla di netiquette? Purtroppo è successo a un altro nostro articolista che ha chiesto di rimanere anonimo. In realtà accade anche sul web, anche se in maniera non cosciente ogni volta che si dice: “Sii come Bill“.
Knowyourmeme.com lo descrive come il canovaccio di una webcomic con un omino stilizzato al computer accompagnato da una parabola che raffigura il comportamento di un utente intelligente dela rete.

Primo reperto del meme sii come Bill

Tutto è iniziato da qui

I primi reperti del meme risalgono al Novembre del 2015 ma non è prima del mese successivo che trova fortuna soprattutto in Italia grazie a una pagina Facebook dedicata per poi diffondersi anche in lingua spagnola grazie a un’ulteriore pagina che ha avuto più successo di quella italiana, probabilmente per una maggiore utenza che parla la lingua, anche se si è fatta strada traducendo le vignette italiane.

In un web dove i vecchi non sanno navigare, e i giovani non lo sanno fare ma in un altro modo c’era forse bisogno di un eroe, una figura che dispensasse massime in un luogo in cui il buon senso manca? Effettivamente sì, ma non poteva essere un superuomo mascherato, bensì un anonimo ometto stilizzato, proprio come piace alla rete. Non mi sorprende, quindi, che si stia tanto diffondendo, specialmente in Italia, il posto dove il web è arrivato più tardi che negli altri paesi occidentali e per di più troppo velocemente perché l’italiano medio potesse adattarsi alle meccaniche della rete.

Quindi chi è Bill? L’eroe stilizzato non è altro che la proiezione dell’idea dell’utente perfetto. C’era da aspettarselo visto che proiettiamo ciò che vorremmo negli altri: lo facciamo con gli animali e persino con le divinità. Il problema è che la cosa è un po’ sfuggita di mano. Sii come Bill non è una proiezione sociale ma una proiezione personale, quindi non è diventato difficile trovare un messaggio e l’opposto dello stesso. Il povero omino appare quindi davvero in tutte le salse (persino in una orrenda versione femminile di nome Billa) per sottolineare semplicemente le cose che danno fastidio, da un lato per comportamenti tipici del web, dall’altro su comportamenti da correggere su dimensione sociale anche nella vita non virtuale.

Bill contrapposti

Bill contrapposti

Purtroppo arrivo come la nottola di Minerva e descrivo il meme quando già ha superato il suo picco di notorietà e si appresta a morire. Molti descrivono quanto Bill “abbia un po’ rotto il cazzo”, probabilmente perché non piace essere corretti, soprattutto nel comportamento: se poi questo accade pubblicamente, con un format forse abbastanza abusato è facile capire perché ci si sta stancando così velocemente.

Meme che mostra quanto sì scocciati da Bill

Invettica a Sii come Bill

In realtà il fenomeno solleva seriamente la questione della netiquette: sebbene messa su un testo universitario possa suonare un po’ squallido, la questione è spinosa. La maleducazione e tutti i problemi con le convenzioni sociali che si trovano nella vita di tutti i giorni non mancano sulla rete e, se da una parte è giusto romperle, dall’altro tutti siamo infastiditi dalle coppie che limonano tantissimo negli autobus. Una formalizzazione di massime per il web se estremizzato potrebbe portare al livello di protocollo sociale l’usanza delle ragazze di farsi complimenti sotto le foto del profilo.

Il tutto andrebbe lasciato al gusto personale, anche per evitare di finire nell’imposizione ideologica: la forza dell’Internet è sempre stata l’assenza di una forte regolamentazione sui contenuti, pertanto dobbiamo educarci e regolarci da soli. In caso di dubbio possiamo pur sempre ricorrere all’imperativo categorico di Kant, che non sarà un metodo perfetto, ma è già qualcosa.

Gioleppo

Giovane, irascibile, presuntuoso e A E S T H E T I C.
Decisamente uno che si fa le menate.
Gioleppo

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