Festival di Sanremo… ma che palle!

Anche quest’anno ho sprecato il mio tempo guardando il Festival di Sanremo. La 66^ edizione del festival che incolla alla TV vecchi e giovani (per motivi differenti) è giunto finalmente al termine con la vittoria degli Stadio e la loro “Un giorno mi dirai”. Quanto alla vittoria posso dire che è abbastanza meritata visto il tema della paternità che nella storia della musica e in particolare in quella di Sanremo è poco trattato.

Festival di Sanremo

Come sempre il livello è molto basso, ma non sono qui per lamentarmi di questo: è una cosa che guardando il Festival Sanremo ci si aspetta. Vediamo piuttosto com’è andata questa edizione:

  •  Presentatori: Carlo Conti con l’aiuto di Gabriel Garko, Virginia Raffaele e Madalina Ghenea. Carlo Conti, con qualche battutina a sfondo erotico, si è mantenuto tranquillo… anche troppo. Gabriel ha passato 5 giorni da vittima di bullismo ma ho molto apprezzato l’autoironia. Virginia, nei panni della Ferilli, C. Fracci, D. Versace, Belen e infine se stessa, è stata l’unica a dare un tocco di allegria ed ironia. Madalina, oh Madalina… è stata tutto ciò che ha permesso a mariti e fidanzati di stare accanto alle proprie donne durante la visione dello show.
  • Ospiti: devo dire che quest’anno ci sono stati pochi casi umani e svariati ospiti. Non farò l’elenco completo che vi potete cercare sul web ma parlerò di quelli che hanno fatto più discutere. Degli ospiti internazionali, Elton John con una magnifica esibizione che inciampa sul finale è sicuramente uno di questi. Un applausone va a Maître Gims che ha cannato per tutto il tempo, non che i concorrenti in gara abbiano fatto meglio. Passiamo agli ospiti italiani: Ezio Bosso è quello che ha fatto commuovere tutti, in particolare quelli che non hanno capito un cazzo di ciò che ha detto ma si sono concentrati solo sul suo handicap. Apprezzatissima anche la Pausini che ha cantato meglio della stragrande maggioranza dei concorrenti. Hanno sicuramente spaccato i Pooh, nonostante le distorsioni vocali di R. Facchinetti, che hanno risvegliato la nostalgia dei meno giovani e che comunque riescono a coinvolgere generazioni e generazioni. Grandi anche Rocco Papaleo e Nino Frassica ma basta con gli aspetti positivi, passiamo a quelli negativi: Willy William, già il festival è noioso di suo, non ti ci mettere anche tu. Giuseppe Ottaviani ma di che droghe ti fai? Infine Renato Zero, che già mi sta sul cazzo, con la stronzata degli alieni avrei voluto prenderlo a mazzate: se sei frocio dillo e basta, non girarci attorno. Non poteva mancare il momento moralismo con l’atleta con la sindrome di Down e il momento penoso con due i sposini che non fanno ridere neanche per il cazzo.
  • Concorrenti: la premessa è che mi è sembrato di vedere X Factor, tra giudici e concorrenti, con qualche comparsa di tizi Amici. Siccome potrei finire l’anno prossimo mi limiterò ad un breve commento per ciascuno di loro. Non seguirò la classifica finale perché è indecente ma rispetterò l’ordine di apparizione delle prime due puntate. Lorenzo Fragola con “Infinite volte”: Cristo quanto fa cacare! Ha pure stonato parecchio.
    Noemi con “La borsa di una donna”: ma stai cantando una canzone o stai facendo i vocalizzi? Pff noiosa.
    Dear Jack con “Mezzo respiro ancora”: con una nuova formazione non sono migliorati per niente. Grazie Leiner per la stonatura epica che ricorderemo a vita.
    Caccamo & Iurato direttamente da Glee con “Via da qui”: un crescendo di miele fra i due nelle varie esibizioni, ho sperato nel limone finale.
    Stadio con “Un giorno mi dirai: canzone tutto sommato carina ma bello mio, canto meglio io con la tracheite.
    Arisa con “Guardando il cielo” è una delle poche concorrenti che non ha sbagliato molto ma, ancora una volta, tipica canzone sanremese: una palla.
    Enrico Ruggeri con “Il primo amore non si scorda mai”: carina la base ma deludente il resto.
    Bluvertigo con “Semplicemente“: mi chiedo ancora il perché di questa reunion.
    Rocco Hunt con “Wake up”: ma mi stai prendendo per il culo? Imbarazzante per il genere umano.
    Irene Fornaciari con “Blu” : mmh.. che palle. Degno di nota è che sia stata ripescata per poi finire comunque in ultima posizione: record.
    Dolcenera con “Ora o mai più (le cose cambiano): ma questa donna beve sangue di unicorno? Comunque blues niente male ma non ha neanche spiccato particolarmente.
    Clementino con “Quando sono lontano”: in realtà temevo peggio. Se l’è cavata alla grande nella serata delle cover ed è stato piuttosto professionale, con un testo poco scontato e banale.
    Patty Pravo con “Cieli immensi”: versione femminile di Lord Voltemort ha fatto veramente cacare, stonando e non scandendo bene le parole.. vabbè con tutta quella roba che si inietta.
    Valerio Scanu con “Finalmente piove” anche lui classica canzone per Sanremo, niente di particolarmente interessante.
    Francesca Michielin con “Nessun grado di separazione”: voce da Zecchino d’oro, vestiti discutibili.. vabbè intonata ma a me non è piaciuta.
    Alessio Bernabei con “Noi siamo infinito”: ragazzo! Non è l’Eurosong contest! Hai sbagliato tutto: intonazione, periodo, contest… e a dirla tutta la tua canzone mi ricorda leggermente “One last time” di Ariana Grande (GOMBLODDO).
    Elio e le storie tese con “Vincere l’odio”: che dire? Geni indiscussi, una meta-canzone che però non aveva la minima chanche di vincere.
    Neffa con “Sogni e nostalgia”: che droghe ha assunto? E in quale quantità? Stonature degne dello sbronzo del paese.
    Annalisa con “Il diluvio universale”: Bella, intelligente e intonata… ma ancora una volta una canzonetta per sanremo. Molto meglio nella serata delle cover.
    Zero Assoluto con “Di me e di te”: mi chiedo solo il perché? Da quale cella criogenica sono stati ripescati?

Sanremo-2016 p

Completata la lista aggiungo solo poche altre osservazioni: i nastri arcobaleno per i diritti LGBT… rendiamoci conto che è necessario esibire arcobaleni perché la gente abbia pari diritti. I Marò: c’è stata una piccola dedica anche per loro #ridateciimarò. Ancora COMPLOTTO: perché i fiori vengono donati solo alle donne? Sessismo… mah vabbè.
Rocco Tanica e la sua rassegna stampa mi ha stesa ogni volta, speriamo di rivederlo l’anno prossimo, magari come conduttore.
Dopo Sanremo: complimenti a Savino e alla Gialappa’s band per il loro lavoro eccezionale e ovviamente divertente.

Edizione del Festival di Sanremo nel complesso piuttosto monotona e priva di colpi di scena: niente capezzoli, niente pippobaudiani tentativi di suicidio, niente farfalline, niente cadute solo una gaffe enorme nelle nuove proposte: la povera Miele annunciata vincitrice della sfida, non passa effettivamente il turno per un errore del conteggio dei voti. L’unica consolazione è quella di aver perso contro colui che da eliminato si è trovato a vincere 3 su 4 premi della categoria dei giovani: Francesco Gabbani e la sua democristiana “Amen”.

Questo è il mio parere: voi cosa ne pensate? Chi avreste voluto vincitore?

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