Flip Flappers: la grande avventura del diventare adulti

[Attenzione! Per esigenze di analisi, l’articolo contiene spoiler. Si consiglia la visione di Flip Flappers prima della lettura!]

Fra gli anime della stagione passata, Flip Flappers non è certo quello che ha richiamato più attenzione. Sommerso da pattinatori e orchestrali dell’altra sponda, streghe da guerra e killer feticisti, questo modesto anime prodotto da Infinite e realizzato da Studio 3Hz ha dovuto sgomitare per scavarsi una nicchia di pubblico. Tuttavia, nei suoi tredici episodi Flip Flappers ha dimostrato di avere parecchie cose da dire.

La locandina di Flip Flappers.

Capelli fotonici, occhi a palla e ragazzine. Cosa potrebbe andare storto?

Le premesse dell’opera sono molto semplici: la giovane Cocona è indecisa su quale liceo scegliere dopo le medie, e un giorno incontra una bizzarra ragazza di nome Papika che la trascina in un mondo parallelo chiamato Pure Illusion. Papika le spiega che visitando questo mondo strano e pericoloso è possibile raccogliere dei frammenti capaci di esaudire qualunque desiderio, e la invita ad andare all’avventura insieme a lei. Tuttavia, un misterioso complotto si dipanerà davanti alle due ragazze, mettendole di fronte alla misteriosa organizzazione Asclepios e alle sue mire di dominio mondiale.

Papika e Cocona si trasformano alla Sailor Moon col potere dei frammenti di Pure Illusion.

“E come avreste intenzione di salvare il mondo?” “Con stile.”

Tutto molto bello, ma fin qui niente di nuovo. Cominciamo quindi la nostra consueta analisi, partendo proprio dall’ambientazione di buona parte di Flip Flappers: l’enigmatico universo di Pure Illusion.

Ogni volta che le ragazze accedono a Pure Illusion, esse finiscono in un diverso scorcio di questo mondo incoerente: foreste psichedeliche, scuole da film horror, deserti alla Mad Max… Insomma, quello del mondo parallelo pare un pretesto per permettere ai designer di sbizzarrirsi regalandoci un po’ di (sempre gradito) “eye candy”. In ogni ambientazione, tuttavia, si ritrovano degli elementi riuniti da un filo conduttore. Si parte dalle scontatissime forme falliche del primo episodio, fino al feticismo smodato del terzo, fino a più sottili metafore composte da città troppo piccole per le nostre protagoniste e mondi in cui piove sangue che si resettano allo scoccare della mezzanotte.

Cocona e Papika in uno degli scenari di Pure Illusion.

Okay, forse ho esagerato con gli acidi.

Per farla breve, l’intera struttura di Flip Flappers mima un processo di crescita non solo psicologico, ma soprattutto fisico: la pubertà, fatta di corpi che diventano troppo grandi, cicli biologici che ci ricordano del tempo che scorre e nuove voglie che emergono e ci soggiogano.

E i livelli di analisi non sono finiti. Spulciando su internet ho scoperto che il coniglietto di Cocona, Uexküll, condivide il nome con Jakob Joann von Uexküll, zoologo e filosofo tedesco che introdusse la nozione di Umwelt, un ambiente chiuso in cui ogni organismo vivente risiede. Esso è isolato, ma in comunicazione continua con ambienti propri di altri organismi. In una prospettiva di più ampio respiro, la Umwelt si presenta come lo stato di chiusura in cui giace l’essere umano prigioniero del proprio Io, mentre l’uomo completo deve superare questa chiusura ambientale e proiettarsi sull’esterno, in un meccanismo che Uexküll definisce Welthoffeneit. Ma cosa ha a che fare un filosofo tedesco con Flip Flappers?

Uexkhuell, il coniglietto di Cocona, fa capolino dalla cartella della ragazza.

MA CHE TENERO CHE È?

Flip Flappers, a ben pensarci, parte dal dubbio dei dubbi: quello di una ragazzina alle soglie dell’adolescenza che si chiede quale sarà il proprio futuro e ha paura di compiere le scelte sbagliate. In questo momento di profonda crisi, alla fin troppo timorosa e riflessiva Cocona si presenta Papika, una ragazza spensierata, avventurosa, completamente priva di filtri nei confronti della realtà circostante. Insomma, le due ragazze appaiono come l’incarnazione dei concetti, rispettivamente, di Umwelt e Welthoffeneit descritti da Uexküll.

Cocona e Papika contribuiscono al palese sottotesto yuri.

Trovatevi una stanza!

Ed è proprio la spinta centrifuga di Papika a portare Cocona a sviluppare il proprio “spirito d’avventura”, l’impulso conoscitivo diretto verso il mondo esterno e “altro” da se stessa.

Ancora, nel corso dell’avventura ci imbatteremo in Yayaka, amica d’infanzia di Cocona che rivelerà di essere molto più di quel che sembra. Al di là delle sue affiliazioni, tuttavia, di Yayaka mi interessa il rapporto con Cocona. La ragazza, infatti, dimostra un attaccamento possessivo e disperato nei confronti della protagonista, che la spinge perfino a farle del male pur di non correre il rischio di perderla.

Yayaka nella sigla d'apertura, intenta a far esplodere una struttura non meglio identificata.

E questa è solo la sigla d’apertura.

Insomma, ancora una volta dobbiamo chiamare in causa la psicanalisi transazionale, e scopriamo un inaspettato capovolgimento dei ruoli: Papika, che in teoria dovrebbe ricoprire il ruolo del Bambino, risulta piuttosto un Adulto maturo e propositivo, mentre la taciturna Yayaka si propone come il Bambino della situazione, mossa unicamente dalla paura della perdita e della solitudine. In questo contesto, però, manca ancora un Genitore, posto che viene occupato di prepotenza dalla misteriosa Mimi: scopriamo infatti che le figure demoniache e colossali che abitano Pure Illusion sono sue emanazioni, propaggini di un Genitore tirannico e totalizzante che impedisce a Cocona di crescere e realizzare una personalità propria e completa.

L'antagonista del terzo episodio, circondata dalle sue schiave in tenuta sadomaso.

BAM, waifu!

Che altro dire? Flip Flappers si propone come uno degli anime più complessi sulla piazza, capace di coniugare una veste grafica originale e gradevole con una narrazione articolata e coinvolgente. Se avete voglia di qualcosa di più del solito cartone animato, Flip Flappers cambierà la vostra giornata.

Based-sama

Based-sama

Vent'anni e ancora guarda i cartoni animati. Ha una D nel nome, ma non la sbatta di imparare a usare l'haki. Un villain nato, spreme sempre il tubetto del dentifricio dalla parte di mezzo.
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A proposito di Based-sama

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