Gotho Namite, ossia: come la violenza salverà il mondo

Cosa serve ad un webcomic? Dev’essere ben disegnato, d’accordo; la storia dev’essere interessante, certo; ma la sostanza non è qui. Ad ogni fumetto, e a maggior ragione ad un fumetto diffuso su un medium effimero come un social network, serve personalità. E Gotho Namite (che potete leggere qui) di personalità ne ha da vendere.

Disegnato dal nostrano Eljolly, Gotho Namite ci fa fare la conoscenza di Lord Satana e famiglia, ossia moglie, due tette che fanno provincia e cinque figli (e ci sarebbe il sesto, ma a nessuno frega niente). La figlia minore, in particolare, è la nostra protagonista. Si chiama Namite ed è una teenager, il che vuol dire che è fondamentalmente una brutale omicida a sangue freddo che vuole tanto bene a… a… ah, boh.

Namite–1

E voi vorreste contraddirla?

Il cruccio della demonietta è di avere le corna troppo piccole. Infatti, per essere degni del titolo di successore di Lord Satana, i figli del diavolo devono dimostrare di possedere genialità e potere, caratteristiche che nei demoni si riflettono nella taglia delle corna. Per elevare il proprio status, dunque, Namite decide di recarsi di straforo nel mondo umano insieme al suo maestro (o piuttosto suo succube) Arkimonte e soggiogare l’umanità, massacrando nel frattempo quante più persone possibili. Perché sì.

Ma veniamo al dunque. La “personalità” di cui parlavo prima risiede nella capacità di Gotho Namite di annullare le vie di mezzo: il fumetto ci delizia con una scorpacciata di ultraviolenza come Kubrick comanda, tanta satira al vetriolo e un character design evocativo e, spesso, deliziosamente inadeguato. Ogni tavola di Gotho Namite elargisce cattiveria gratuita, mutilazioni, blasfemia e black humor come se piovesse. C’è così tanta brutalità che si finisce per riderci sopra, tanta assurdità che la si assume normale.

Proprio qui sta il fulcro della questione: bombardato da immagini “forti”, il lettore raggiunge quella condizione di straniamento funzionale alla reale comprensione dell’opera e della sua spietata analisi (o per meglio dire smembramento) del mondo contemporaneo. Un mondo in cui le ragazze possono essere stupide e meschine a patto di essere “giovani e belle”, la violenza è propagandata e spettacolarizzata ai TG ma poi è messa alla gogna se è mostrata da videogiochi e fumetti e l’istruzione è poco più che un processo serializzato utile ad ammassare materia grigia inerte. Ed è oltretutto disarmante il fatto che perfino l’Inferno abbia un sistema a suo modo meritocratico, mentre il mondo umano segue regole ben più discutibili.

Gotho Namite in tutto il suo splendore.

Namite in tutto il suo splendore.

E se tutto questo non vi basta, aggiungete dei disegni di livello professionale, una morale matura e tutt’altro che scontata, le piccole-grandi citazioni di classici della letteratura e del fumetto e le continue minacce di morte dell’autore nell’introduzione di ogni capitolo. Davvero, c’è tantissimo materiale da espandere, e non esiste un limite teorico al delirio di questa serie, che oltretutto è ancora agli esordi (la cinquantacinquesima vignetta è stata pubblicata da poco).

Ma che ne dite, giunti a questo punto, di lasciare la parola a Eljolly in persona?

D: – Cominciamo con una domanda personale. Perché Eljolly?

R: – La prima volta che lavorai in uno studio animato, quando chiesi quale sarebbe stato il mio ruolo all’interno dell’azienda, il direttore artistico mi rispose che avrei messo mano ovunque servisse così da imparare alla perfezione il mestiere; mi disse che avrei fatto “Il Jolly”.

D: – Cosa ti ha spinto a diventare un fumettista, e quando hai cominciato? Hai altre occupazioni parallele?

R: – Non sono un fumettista, professionalmente parlando, in quanto non sono mai stato pagato per realizzare fumetti. Da quando ho diciannove anni lavoro come cartoonist: faccio tutto quello che riguarda la produzione di cartoni animati. Lavoro come freelance, per cui mi occupo anche di illustrazioni, cose leggere considerando che il lavoro di cartoonist occupa gran parte del mio tempo. Faccio tutto questo spinto dalla pura e semplice passione… e anche perché non so fare nient’altro, sono un pezzente.

L'autore di Gotho Namite alle prese con i suoi demoni notturni.

Eljolly alle prese con i suoi demoni notturni.

D: – Da dov’è nata l’idea di Gotho Namite, e come hai ideato il personaggio di Namite? Hai tratto ispirazione dal mondo reale, da altre opere, o l’hai creata interamente da zero?

R: – Non ne ho idea. Ero un bambino quando pensai a Namite come personaggio, quindi in realtà non saprei dire esattamente com’è nata. Esiste un altro fumetto di Gotho Namite, uno fatto molto, MOLTO tempo fa. Ho mantenuto molte cose del vecchio fumetto, ci sono quasi tutti i personaggi per esempio. Per quanto riguarda Namite posso dirti che oggi incarna gran parte del mio cinismo e il fatto che sia rimasta una bambina è perché volevo mantenere il design che aveva nel vecchio fumetto (inizialmente ero pure indeciso!), ma ora sono contento di aver fatto questa scelta: Namite con le tette non sarebbe la stessa cosa… anche se sicuramente avrebbe più seguito! Ah ah ah!

D: – Qual è stato il personaggio che ti ha richiesto più studio, parlando di design fisico e psicologico?

R: – Namite! Assolutamente, i suoi capelli non li avevo neanche studiato ben bene fino a metà del nuovo fumetto…! Il più semplice è Arkimonte. Dio quanto sono felice di averlo fatto così facile da disegnare, c’è addirittura chi lo disegna meglio di me! Per assurdo la psiche più semplice da raccontare è stata quella di Micaela (“amica” di Namite, NdR), mentre quella di Namite è qualcosa che mi riesce difficile esprimere.

"... Ma che è 'sta recensione?"

“… Ma che è ‘sta recensione?”

D: – Quali sono i tuoi modelli di riferimento, se ne hai?

R: – Ogni volta che guardo un fumettista o cartoonist cerco di rubare quanto più posso. Sono felicissimo di essere nato in quest’epoca: dopo il boom degli anni ’80, l’industria dei cartoni animati e dei fumetti ha generato dei mostri che hanno molto da insegnare. Ho troppi modelli a cui mi ispiro per dare priorità e commentare solo alcuni di loro… quindi andiamo avanti!

D: – Cosa intendevi trasmettere ai tuoi lettori, con Gotho Namite?

R: – Niente. Gotho Namite è uno sfogo. Anzi, sono contento che a qualcuno piaccia Gotho Namite! Mi sento meno solo in questo sfogo!

D: – Ti è mai capitato che qualcuno ti criticasse per i tuoi contenuti, o che addirittura ti imponesse di autocensurarti?

R: – Troppe volte! Qualcuno interessato a pubblicare in cartaceo Gotho Namite mi ha addirittura chiesto di eliminare qualunque traccia di “volgarità” dal fumetto. “La volgarità è negli occhi di chi guarda”, sono convinto di questa frase.

D: – In quanto suo creatore, qual è il tuo rapporto con Namite?

R: – Namite è un personaggio maledetto. Dico sul serio, da quando ho ricominciato a disegnarla, Namite mi ha portato solo sfiga, sia nella produzione del fumetto stesso, sia in altri lavori! Lady Namite non è soddisfatta dei miei servigi…

D: – Cosa vedi nel futuro di Gotho Namite, in termini di format?

R: – Ah, questo è qualcosa che non posso rispondere per diverse questioni. Ma posso dire che con la mia ragazza abbiamo già buttato giù le idee per un Dating Sim di Gotho Namite! Ah ah ah!

D: – E nel tuo futuro, cosa vorresti vedere?

R: – Un grosso bunker. Un grosso bunker pieno di persone che non vogliono fare soldi, ma che vogliono vivere facendo cose belle, e che possono sopravvivere facendo quello. E in mezzo a quelli ci sono anche io. Uno spazio solo per l’amore dell’arte come unica ambizione.

E niente, leggetevelo. Sennò lei vi spezza le tibie.

E niente, leggetevelo. Sennò lei vi spezza le tibie.

D: – Dimmi il tuo libro, fumetto, film e album preferito.

R: – Forse il mio libro preferito è Cronache Marziane. Sono rimasto affascinato dal modo nel quale delle mini storie con protagonisti diversi raccontano un’unica storia più grande! È stato il primo libro a darmi questa sensazione. Io stesso sto lavorando ad un soggetto per una storia con questo tipo di schema. Molti fumetti sono perle artisticamente irraggiungibili a modo loro, ma il mio fumetto preferito rimane One Piece! Il film che più mi è rimasto impresso è tuttora Citizen Kane (Quarto Potere, NdR): ogni volta che cerco idee per un’inquadratura, riguardo pezzi di quel film. Ascolto musica di diversi generi, sinceramente non saprei decidere qual è il mio album preferito.

D: – Dai ai lettori di Pollo un buon motivo per cominciare a leggere Gotho Namite.

R: – Spesso si tenta di rimanere politici nei contenuti di un prodotto in modo tale da piacere a più persone. Penso che Gotho Namite sia diverso, ha carattere e credo che sia questo il suo punto forte ed al contempo il suo punto debole. Penso che leggere Gotho Namite sia come conoscere una persona nuova: unica a modo suo, che può offenderti ma che potresti anche essere disposto a perdonare perché può regalarti un sorriso. Cioè se non l’hai letto sei un coglione, vai a leggerlo, vuoi rimanere coglione a vita? È per questo che vivi ancora con tua madre, vai e leggi Gotho Namite, cazzo.

D: – E per finire, saluta il sommo Pollo.

R: – No.

Based-sama

Based-sama

Vent'anni e ancora guarda i cartoni animati. Ha una D nel nome, ma non la sbatta di imparare a usare l'haki. Un villain nato, spreme sempre il tubetto del dentifricio dalla parte di mezzo.
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A proposito di Based-sama

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