Hyouka: enigmi, paure e primi amori per KyoAni

Lo shonen, lungi dall’essere un monotono andirivieni di scazzottate, è un vasto crogiolo di sottogeneri. E tra questi sottogeneri, quello romantico ha forse il maggiore potenziale, come ci dimostra Kyoto Animation con Hyouka, adattamento animato dell’omonima light novel di Honobu Yonezawa.

La trama di Hyouka segue le vicende di Houtaro Oreki, ragazzo dalla brillante intelligenza appena iscrittosi al liceo. Nonostante le sue doti, Houtaro è estremamente pigro e svogliato, al punto da iscriversi al club di lettere classiche solo a causa delle insistenze della sorella. Nell’aula del club, però, Houtaro incontra Eru Chitanda, un’incantevole ragazza dall’inesauribile curiosità. Da questo incontro prenderanno le mosse numerose “indagini” condotte da Houtaro sugli argomenti più vari, che cambieranno il modo del ragazzo di approcciarsi alla vita, agli altri e a se stesso.

Eru Chitanda e Houtaro Oreki, i protagonisti di Hyouka.

Una Eru entusiasta e un Houtaro… Houtaro.

Come già accennato, gran parte della narrazione di Hyouka gira intorno ai misteri che Houtaro, su richiesta di Eru, si troverà a risolvere. Si parte da quesiti abbastanza banali, per poi arrivare a quello che è il cuore della trama: la bizzarra storia dello zio di Eru, espulso dalla scuola in circostanze poco chiare. Progressivamente, Houtaro comincia a esaudire le richieste della ragazza non più per semplice inerzia, ma per un desiderio attivo di soddisfarne la curiosità. Il rapporto tra i due si fa sempre più stretto, giungendo a un finale che, pur lasciandoci con molte domande, risponderà ad ogni nostra aspettativa.

Ma scendiamo nel particolare, e soffermiamoci sulla psicologia di Houtaro. Già dai primi minuti, il ragazzo si presenta con un motto disarmante: “se non sono tenuto a fare una cosa non la farò, e se proprio devo la farò in fretta”. D’altronde, le intuizioni di Houtaro sono effettivamente sorprendenti, tanto che il ragazzo riesce a sbrogliare enigmi abbastanza complessi con la sola forza del ragionamento, partendo da pochi indizi frammentari.

Houtaro solleva un cereale a forma di lettera A.

Con quanta gioia di vivere.

Ci ritroviamo quindi davanti a un quadro apparentemente poco coerente: Houtaro dovrebbe essere intraprendente e sicuro di sé, o quantomeno conscio delle proprie capacità. Invece il ragazzo cerca di eludere ogni sfida, come se avesse paura di fallire. Possibile che dietro l’indolenza di Houtaro ci sia quindi una scarsa fiducia in se stesso?

In effetti, la fonte di questa insicurezza ci viene indicata sin dal primo episodio: Tomoe, la sorella di Houtaro, è considerata un vero e proprio genio, e il suo comportamento stravagante porta al ragazzo non poco imbarazzo. Per di più, Tomoe è abbastanza famosa nella sua vecchia scuola, e questo costringe Houtaro a convivere con una presenza intangibile, ma non per questo meno ingombrante.

La politica di “risparmio energetico” del nostro protagonista assume perciò una sfumatura particolare: per evitare di essere oggetto di paragoni sgradevoli, Houtaro schiva ogni occasione di competizione con sua sorella.

Eru si lancia all'assalto di Houtaro per esaminare un plico dal contenuto compromettente.

– Watashi, kininarimasu!

Eru però è diversa: lei non pensa a Houtaro come al fratello di un genio, ma come a un ragazzo straordinario e unico. Il fantasma di Tomoe smette quindi di perseguitare il nostro protagonista, che poco a poco affronta un percorso di crescita.

L’intervento di Eru, dunque, è fondamentale per la crescita di Houtaro: senza la paura di deludere gli altri, il giovane è finalmente libero di esplorare le proprie capacità e i propri limiti. Si delinea quindi un protagonista diverso dal solito, lontano dalla genericità in cui ricadono molti altri anime. In alcuni momenti la personalità di Houtaro potrà risultare sgradevole, ma proprio in conseguenza dello sviluppo tridimensionale di un personaggio completo e complesso.

Un momento della sigla d'apertura: Eru tira Houtaro fuori da una lavagna.

Capisci che è roba seria quando anche la opening ha qualcosa da dire.

La stessa Eru è un personaggio ben costruito: la sua curiosità, vero motore delle vicende di Hyouka, è mossa da un genuino desiderio di capire la realtà che la circonda, e forse anche di capire se stessa. Malgrado le sue domande possano sembrare ingenue e futili, esse sono piuttosto espressione di una particolare attenzione a dettagli della vita quotidiana che sfuggono ai più, da un bizzarro incidente a un vecchio ricordo d’infanzia. Il suo stesso carattere, dolce all’inverosimile, è giustificato dalla particolare estrazione sociale della ragazza, figlia di grandi proprietari terrieri di un Paese di provincia. Insomma, non la solita protagonista ingiustificatamente moe.

Chitanda indossa un costume da pinguino. Non fate domande.

… Che c’è? Una ragazza non può nemmeno indossare un costume da pinguino?

Un altro pregio di Hyouka è l’originalità delle scelte artistiche che caratterizzano alcune scene, in cui il punto di vista passa su Houtaro. Con gli occhi del ragazzo, la realtà cambia producendo scenari onirici, astratti e altamente simbolici. Ci sembra quasi di osservare l’origine e lo sviluppo dei pensieri di Houtaro, in una splendida resa visiva della tecnica del flusso di coscienza che ci mostra i “dietro le quinte” dei ragionamenti del protagonista, alleggerendo spiegazioni che sarebbero fin troppo pesanti.

Eru, vista attraverso l'immaginazione di Houtaro, intrappola il ragazzo con i suoi capelli.

Vi ho già detto che la direzione artistica è oro?

Aggiungete una colonna sonora di prim’ordine, che aggiunge carattere a una narrazione già splendidamente organizzata, e otterrete un anime eccellente, che a distanza di quattro anni dalla sua conclusione riesce ancora a mantenersi tra i top di gamma della sua categoria. Se cercate una storia dolce, coinvolgente e appassionante, Hyouka non vi deluderà.

Based-sama

Based-sama

Vent'anni e ancora guarda i cartoni animati. Ha una D nel nome, ma non la sbatta di imparare a usare l'haki. Un villain nato, spreme sempre il tubetto del dentifricio dalla parte di mezzo.
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A proposito di Based-sama

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