Katawa Shoujo: disabilità, waifu e definizioni

La storia di Katawa Shoujo comincia su 4chan nel lontano 2006. Un utente, Nurse-kun, cominciò a raccontare della propria vita insieme ad Ampu-tan, una ragazza orfana gravemente mutilata. L’anon affermava di essere l’infermiere della ragazza, parlando giorno per giorno di quanto quest’ultima gli desse fastidio. Col tempo, tuttavia, il tono del thread cambiò: OP cominciò ad affezionarsi alla sua assistita, e nel 2008 smise di scrivere affermando di aver deciso di adottarla.

Ora, penso che buona parte di voi sappia che tutto ciò che viene postato su 4chan è falso e gaio. Tuttavia, alcuni utenti decisero di partire dai post di Nurse-kun per raccontare una storia i cui protagonisti fossero disabili. Nacque così Katawa Shoujo, visual novel del gruppo di sviluppo amatoriale Four Leaf Studios scaricabile gratuitamente qui.

Una delle immagini promozionali diffuse per presentare Katawa Shoujo.

Guardi la locandina e già sai che ti toccherà piangere.

Il protagonista di Katawa Shoujo è Hisao Nakai, un ragazzo all’ultimo anno di liceo che scopre di soffrire di una grave forma di aritmia. Su consiglio dei medici, la famiglia di Hisao gli propone di trasferirsi presso l’accademia Yamaku, un istituto che offre ai propri studenti disabili tutta una serie di servizi fondamentali per garantire la loro salute e sicurezza. Trasferitosi alla Yamaku, il ragazzo farà la conoscenza di diverse studentesse, con le quali avrà la possibilità di diventare amici… o qualcosa di più.

Emi corre sulla pista del campo di atletica.

Emi Ibarazaki, la cosa più veloce su nemmeno una gamba.

Come in molte altre visual novel, anche in Katawa Shoujo il giocatore potrà intraprendere diversi percorsi narrativi (route) in base alle scelte prese in alcuni momenti salienti del prologo. Durante le route, poi, sarà possibile ottenere diversi finali (buono, neutrale o cattivo) a seconda delle scelte compiute durante la route stessa. La componente interattiva, tuttavia, rappresenta solo una minima parte del gameplay di Katawa Shoujo.

Gran parte dell’esperienza di gioco, infatti, si concentra sulla storia in sé e per sé: andando avanti nelle route, il giocatore si ritrova a confrontarsi con le protagoniste, i loro drammi, le loro speranze e le loro paure. Grazie a una profondità psicologica per niente scontata, il completismo diventa un elemento secondario, lasciando spazio all’esplorazione “emotiva” dei personaggi.

Hanako sorride mentre gioca a biliardo.

Sorrisi che vorrei proteggere: questo.

Parliamo dunque dei personaggi, vero fulcro di Katawa Shoujo. Oltre a Hisao, di cui parleremo più tardi, al centro del nostro soggiorno alla Yamaku ci saranno cinque ragazze: Hanako, Rin, Emi, Lilly e Shizune. Ognuna di loro ha una disabilità, ma soprattutto ognuna di loro ha una personalità propria. Lungi dal ricadere in stereotipi, i baldi giovani di Four Leaf Studios dipingono cinque ragazze uniche, ma soprattutto riescono in quello che era dichiaratamente il loro intento: parlare di personaggi disabili senza permettere alle loro disabilità di definirli.

Difatti, i problemi delle ragazze non sono legati ai loro difetti fisici, ma alle loro storie personali: Hanako soffre perché sin da bambina è sempre stata sola; Emi si tormenta per la morte del padre; Lilly è combattuta tra il proprio senso di responsabilità e i propri desideri; Shizune lotta strenuamente per affermare il proprio posto nel mondo; Rin semplicemente non riesce a trovare se stessa. Le circostanze delle ragazze di Katawa Shoujo sono decisamente comuni, e il loro essere disabili ha solo un impatto situazionale.

Lilly sfiora il volto di Hisao per "vederlo".

“Io ti vedo, Hisao.”
E giù a piangere.

In effetti, tutto Katawa Shoujo si basa sulla ricerca, da parte di Hisao, di una “normalità” che il ragazzo sente di aver perso. Le prime ore di gioco vedranno un Hisao confuso, arrabbiato, solo, sempre intento a vagare senza meta in un microcosmo a lui sconosciuto. Solo l’interazione con le ragazze lo salverà da questa apatia, trascinandolo in un mondo – quello della Yamaku – che si rivelerà essere perfettamente normale. Hisao mangerà sul tetto insieme a Emi e Rin, organizzerà una piccola festa per il compleanno di Hanako insieme a Lilly, compilerà scartoffie con Shizune. In quello che si presenta come un percorso catartico nell’ordinarietà, il nostro protagonista scoprirà di essere esattamente ciò che era prima dell’attacco cardiaco: se stesso.

Rin dipinge con i piedi. Letteralmente.

Quando si dice disegnare coi piedi.

A ciò si abbina uno stile narrativo fresco, veloce, ricco di botta-e-risposta che aggiungono pepe ai dialoghi e li rendono divertenti e scorrevoli. Alcuni momenti vi faranno ridere di gusto (limoni, e chi vuole intendere intenda), altri vi faranno piangere come bambini, ma a ogni finale buono che otterrete sarete ricompensati con un largo sorriso.

Dal punto di vista tecnico, si fa fatica a credere che Katawa Shoujo sia un lavoro amatoriale: le illustrazioni sono ottime, complice anche la limitata quantità di ambientazioni e il cast ristretto, e le colonne sonore accompagnano bene la narrazione, adattandosi ai saliscendi emozionali delle route ma senza appesantire la lettura.

Shizune sorride alla luce della luna.

“È vero. Sono tremenda, almeno un po’. Ma se riesco a rendere felici le persone non sono poi così tremenda, no?”

Per concludere, Katawa Shoujo vi offre un’esperienza diversa dal solito, emozionante e profonda. Benché quello per le visual novel sia un gusto acquisito, vi consiglio caldamente di dargli un’occasione: sicuramente riuscirà a far breccia nel vostro cuore.

E mentre aspettiamo un adattamento animato che mai arriverà, vi faccio una domanda: chi è la best girl, e perché è Hanako?

Based-sama

Vent'anni e ancora guarda i cartoni animati. Ha una D nel nome, ma non la sbatta di imparare a usare l'haki. Un villain nato, spreme sempre il tubetto del dentifricio dalla parte di mezzo.
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A proposito di Based-sama

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