La Puglia ha rotto il cazzo, diciamocelo

Se vi urlo che la Puglia ha rotto il cazzo, risponderete che non siamo i primi ad accorgercene e che è un titolone clickbait: effettivamente lo è. Ma non l’ho fatto di certo per arricchirmi, bensì perchè, sotto sotto, ci sarebbe da parlarne.
Negli ultimi anni il mondo sembra essersi reso conto delle bellezze della Puglia, fino a farla diventare una meta di moda: la cosa è sicuramente positiva per chi ci abita, sebbene non è, probabilmente, tutto così rose e fiori, per lo meno fuori dai social. Capirete bene che questo articolo non nasce nè dalla voglia di accendere rabbiose discussioni inutili nè di sfociare nel becero campanilismo.

La puglia è un pene

Mi piacerebbe prima di tutto capire perché la Puglia sia diventata di moda solo adesso. Per anni molti miei conterranei si sono lamentati della scarsa attenzione mediatica per questa terra ostentandone i pregi, punto di vista condiviso da persone con un certo pubblico quali Checco Zalone, anche se con scarsi effetti a breve termine. Quindi oltre al passaparola dei pugliesi fuggiti, ma ancora moralmente legati alla terra natia, prima o poi sono arrivati poi gli elogi internazionali (per esempio qui e qui) ma dubito sia stata una risposta alla crescente pressione da parte dei pugliesi. Più probabilmente canali come Instagram e Tumblr dove il popolino inonda i suoi seguaci di foto delle proprie vacanze sono state il metodo di diffusione più efficace senza neanche volerlo, e in questo caso, la crescente presenza di celebrità ha giocato un ruolo importante, (un recente esempio qui).

Polignano a mare, uno dei motivi per cui la Puglia ha rotto il cazzo

Polignano a mare

Dopo tutto perchè non si dovrebbe scegliere la Puglia come meta per le proprie vacanze? Tra piccoli e caratteristici borghi, città medievali di mare, il Romanico pugliese, il Barocco leccese, le spiagge sabbiose salentine e quelle rocciose di Polignano a Mare, le grotte e le piccole foreste c’è davvero molto da scegliere. Se a questo ci aggiungiamo una variegata tradizione culinaria locale, il gioco è fatto.
Molto intelligente è stata anche la strategia economica utilizzata da Gallipoli e i suoi locali (ormai non più noti solo per Punta della suina). Tra l’enorme scelta di locali e un crescente numero di concerti con artisti anche molto noti (solo tra i nomi di quest’anno possimao citare Skrillex, Sean Paul, David Guetta e Alboroisie) la zona è diventata un’alternativa meridionale alle più tradizionalmente note coste dell’Emilia Romagna.

I ritorni economici per la Puglia e per i pugliesi sono ben noti e soprattutto ben accetti dai residenti, già consci di essere considerati un’isola nel deserto del Meridione. Ciò non basta, tuttavia, a cementificare l’identità dei pugliesi, cosa non molto nota ai turisti: sebbene si parli sempre di Puglia, Puglia, Puglia (che ha rotto il cazzo, diciamocelo) ci sono delle grosse differenze culturali tra il nord e il sud della regione. La rivalità non è soltanto calcistica ma anche storica: nella regione si parla un gran numero di dialetti appartenenti a ceppi linguistici diversi, a nord più simile ai dialetti campani, a sud molto simili ai dialetti siciliani (si ricordi il malinteso di Domenico Modugno e il siciliano). Anche dal punto di vista artistico e culinario le differenze sono sensibili, se Bari è nota per i suoi piatti salati come Patate riso e cozze o la focaccia (no, non ha niente a che vedere con quella Genovese, nessuno ha copiato nessuno), a Lecce dominano i pasticciotti. Un enorme punto in comune, oltre ai prodotti caseari, c’è ed è l’ospitalità: non noterete alcun litigio tra le fazioni nel periodo estivo.

Spiaggia di ostuni

Ostuni

Per il resto della nazione l’immaginario pugliese si limita a casi noti come Checco Zalone e Lino Banfi (e chiariamo una volta per tutte: nessuno a Bari parla come lui), o casi virtuosi come Sergio Rubino o Domenico Modugno. Utili alla causa sono stati al tempo gli elogi di Benedetto Croce e Aldo Moro.
Con quest’ondata di turismo anche l’idea della Puglia sta cambiando, con la movida che si riversa sulle strade spuntano articoli imbarazzanti ed editoriali di dubbia qualità, stanno creando lo stereotipo di un Salento fatto di alcolizzati e fattoni: state tranquilli, i nostri diffetti sono ben altri, e vi garantisco che durante il periodo clou dell’estate, tutto il resto della regione sarà popolata per lo più da granelli di polvere e calore.

In sostanza, la Puglia ha rotto il cazzo? Sì e no: quello che ha seccato è il fenomeno e l’enorme campanilismo che i pugliesi ostentano sia in loco che quando espatriano.  Hanno rotto il cazzo quelli che si sentono pugliesi solo alla notte della taranta, dimenticandola per il resto dell’anno.
Semmai hanno rotto il cazzo quelli che “la puglia è bellissima” ma non sanno nulla della sua storia, quelli che fanno i finti terroni quando emigrano, e più di tutti gli stronzi che ostentano tutto lo sciovinismo di questo mondo ma che poi, nella quotidianità, non rispettano la propria terra. Tutto questo, però, non elimina le bellezze e ciò che in generale il tacco dello Stivale ha da offrire, quindi non badate agli stereotipi e createvi la vacanza che volete, tanto ce n’è per tutti.

 

Gioleppo

Gioleppo

Giovane, irascibile, presuntuoso e A E S T H E T I C.
Decisamente uno che si fa le menate.
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A proposito di Gioleppo

Giovane, irascibile, presuntuoso e A E S T H E T I C. Decisamente uno che si fa le menate.

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