La scuola della strada. Episodio 1: La notte di Ognissanti

La scuola della strada è una nuova rubrica che episodio dopo episodio vi farà penetrare nella commedia delle nostre piccole e disumane avventure.

Il protagonista è anonimo per necessità e si cela dietro l’io narrante.

E’ la notte di Ognissanti.

Arrivò la solita chiamata : “Oh stasera vieni con me, andiamo in questo locale, c’è la FIGA”.

“FIGA” all’ombra del Vesuvio è una parola aliena. Appartiene solo alla Padania.

Risposi : “Per ora non ho altri progetti, vabbé dai, ti dico di sì”.

Sento la voce della mia coscienza

“Sai che non ci vuoi andare e ti costringi ad andarci….sappiamo entrambi come finirà”.

“Non ascoltarla”, mi dicevo, ma dentro di me sapevo che avrei preferito restare a casa.

“Forse è il caso che esca, mi sto abbrutendo. Devo fare qualcosa”, mi ripetevo.

Dilemma : “vestirsi da coglione oppure vesto per andare a spaccare il culo al mondo?

Vestendomi da coglione, so già che sarei l’unico nell’intero tavolo e la cosa mi condurrebbe planando su nuove vette inesplorate della catena montuosa dell’imbarazzo.”

Decido di vestirmi bene. Mi guardo allo specchio e mi dico che un numero non piccolo di femmine vorrebbe fare sesso con uno così.

Prendo la macchina. E’ quasi nuova e già puzza di merda.

Cerco di ripulire il più possibile e nascondo gli stivali che puzzano di merda di gallina nello scompartimento della ruota di scorta.

Sfreccio a 70 km/h sulla via principale cittadina con i finestrini spalancati per favorire il ricambio d’aria.
Mi scapezzo velocemente verso il punto di ritrovo, dove abita un amico, sono in ritardo.
Mando un sms, “sono giù”. Mi rispondono alacremente.
“Sali”.

Mannaggia *bestemmia a scelta*.

A casa del mio amico, la fidanzata gli sta stirando la camicia. Dobbiamo aspettare altre due ragazze.
“Chi viene?” “Siamo io, tu, la mia ragazza, Amica Z, Amica G, e cinque sue amiche”. Amica Z arriva quasi in orario, porta con sé dei popcorn caramellati.

Segue chiacchiericcio tra le femmine, mentre mi ingozzo di popcorn.

Partiremo mezz’ora dopo.
Oh che culo, un posto tra le strisce blu, di poco distanti dal locale.

Non c’è più l’obbligo di pagare da tre minuti, ora sono gratuite, è sempre bello appoggiare la capocchia in prossimità dell’ano dello Stato.

Dal nulla una voce: “Buonasera”. Sono dei parcheggiatori abusivi.


Sgancio un euro, il tipo sostiene un po’ imbarazzato che dovrei dargli tre euro.

“Dai capo, facci prendere un caffè a testa”, e in effetti sono due.

Prendo tempo,arriva il mio amico e ci mette un altro euro. “Vabbé due vanno bene, tre forse so’ esagerati”. Un solo pensiero: “MORTACCI VOSTRI

Avrei potuto evitare tutto questo.

Avrei potuto parcheggiare lontano dal locale, peccato che ci sono le FEMMINE CHE NON POSSONO FARE PIÙ DI CINQUANTA METRI A PIEDI, ALTRIMENTI SI LAMENTANO.

Continuo a ripetere a me stesso che non sono misogino.
Mi siedo al tavolo, pieno di figa, tra amiche che conosco e gente che non conosco, invero. Due maschi, me incluso, e nove femmine. Sarà una serata lunga.

Lavorano tutte nel settore sanitario….e le fantasie mi ossessionano.

Queste pulzelle nuove partono in quarta e danno il via ad un servizio fotografico targato Samsung.

Una di esse, una bionda intraprendente, dice: “peccato che non c’è campo, altrimenti le avrei già pubblicate su Facebook“.

L’angolo destro della mia bocca comincia a tremare, mentre muoio dentro.

Segue una momentanea afasia.

Segue una sequenza di selfie quando questa ragazza bionda decide di scattare una foto di gruppo.

Mi dico “sorridi”.
Mi esibisco in un’espressione che simile a questa.

Tra esse ce n’è una in particolare, probabilmente le piaccio. Parliamo molto, mi invoglia a provarci con le altre donne che ballano. Lo so che mi sta mettendo alla prova…se ci stai, se non ci stai, se sei fidanzato, se non lo sei.

Non capisco perché le femmine facciano così.

Siamo ad una cena ed io avevo già mangiato. Ordino il minimo indispensabile per salvare le apparenze.

Viene ordinato vino rosso a volontà.

Il deejay, che pompa musica dalla console, sostiene che verrà regalata una bottiglia di champagne al tavolo che fa più casino. Le ragazze spronano.

Non fa per me, non ci riesco. Stasera sono incudine, il martello è altrove.

Ci viene proposto di fare un brindisi, ma avevo già scolato il mio bicchiere. Non c’è neanche un goccio d’acqua per far finta di avere il bicchiere pieno.

La tipa che mi ha puntato beve durissimo, anche per lei non è la serata giusta, il luogo giusto.

In pista per il momento ci sono cinque o sei donne oltre la quarantina, una delle quali dimostra un molto prossimo grado di parentela con la Strega dell’Ovest.

 

Si scherza sulle MILF in carriera, sugose e ricche. Te le chiavi e ti lasciano anche il 50 euro per andare a comprarti il gelato. Haha. “Vai, buttati”.

So che è una boutade, ma non posso osare. Ho paura.

Ci sono delle versioni dance di alcuni pezzoni neomelodici. “Non succederà più”, la ballava Morgan De Sanctis.

Dalla console arriverà poi una versione di “Dammi solo un minuto” degli Articolo 31 cantata da lui a classici successi di Lorella Cuccarini e Heather Parisi.

Sento distintamente anche alcuni pezzi di “Sarà perché ti amo”.

In un attimo sono proiettato nel ’92, credo ci manchi solo Marco Columbro per rendere il tutto perfetto.
Il vino non basta, mi reco al bancone col mio amico e questa tipa. Parliamo e beviamo, lei si scola un mix di vodka e lemon alla stessa velocità con cui io bevo un chinotto. Voglio vedere dove arriva la ragazza

Non faccio niente per dimostrare il mio interesse. Sbaglio, come sempre.
Finalmente decido di fiondarmi in pista. Giusto il tempo di inserirmi, e il DJ comincia a prendermi per il culo.

Parte un remix di una serie di pezzi importanti anni Novanta mixati con musica house.

È come rovesciare un mestolo di muco su un plumcake.

I brani partono in maniera regolare, salvo venire stuprati al momento del ritornello. Sono deturpati in sequenza “Smells like teen spirits”, i Daft Punk, Gigi d’Agostino, persino “O surdato nnammurato”.

Provo ad unirmi alla mischia di due delle pulzelle del mio tavolo che ballano tra loro, sono suadenti.

Fantastico, guardo ma non tocco. Non ce la faccio, sono un perdente.

Mi distraggo tra i fumi del barismo cordiale, mi allontano e perdo le due signorine che ballavano e le vedo cicaleggiare con il deejay.

In breve tempo vengono divorate da due energumeni. Probabilmente si saranno fatte ripassare l’intero palato da una lingua estranea.

Da qualche parte la brava ragazza dei popcorn caramellati, sta vomitando alla grande,dopo due cocktail !

I bagordi, la bella vita, le conseguenze, Kurt Cobain.

Assaggio questi miscugli diabolici dai bicchieri che l’amica ha lasciato per distrarre il mio sistema nervoso.

Inerme sul divanetto,sono un patetico elemento del triangolo “io, il mio amico e la sua fidanzata”.

Un ardore atavico mi desta. Orgoglio, testosterone? Non lo so…

Devo accrocchiare almeno una limonata.

Non ci sono scuse.

C’è una ragazza che mi piace. Ha i capelli ricci, un bel fisico, due belle poppe lasciate libere di ballonzolare da un vestito di pizzo nero. La punto in mezzo alla pista.

Ogni tanto ci scambiamo uno sguardo. Vaffanculo, sono un uomo o una merda?

Mi piace. L’UNICA che mi piace davvero, forse.

Mi avvicino.Balliamo per un po’ assieme.

Mi prendo un passaggio, le tocco un po’ il culo distrattamente. Lei ci sta. Sembra fatta.
Si avvicina un ragazzo, la prende e la bacia. Mentre ciò avviene, lei mi fissa.

Ciao Amor Proprio

Mi allontano come se dovessi scappare da una scena del crimine.

La brava ragazza è tornata, è seduta al tavolo e sta male, lo si nota. Provo un sincero senso di pietà nei suoi confronti.

Vuole tornare a casa.Ce ne andiamo, salutando mestamente le sopravvissute.

Conto della serata : venti euro per una fetta di prosciutto, avanzi di cucina, 15 cl di “aglianico” e un jack&amaretto.

Poteva andarmi peggio? Ricevo la risposta poco dopo.

Sull’asfalto fuori dal locale giacciono i 17 euro della brava ragazza; vorrei pagare io per lei, ma ho solo cinquanta euro addosso, e poi mai soldi per le femmine, MAI.
Durante il viaggio di ritorno partono progetti per continuare la nottata, va tutto in vacca. Vabbè, buona notte, ci vediamo domani.

Ritorno al garage.

Per la prima volta mi osservo nello specchietto retrovisore, e mi rendo conto che i capelli non sono come li avevo sistemati prima di uscire di casa. Sembro un coglione.

Chissà per quanto tempo li ho avuti così.
Nel tragitto garage-casa mi chiedo:

“Perché le serrature delle nuove macchine funzionano al contrario?”

Arf

Arf

Ehi amico. Ehi amico. Non mi piace. Forse dovrei darti un nome ma è una strada pericolosa: esisti solo nella mia testa, ricordiamocelo. Merda! È successo davvero, sto parlando a qualcuno che non esiste. Quello che sto per dirti è top secret. Si tratta di una cospirazione gigantesca. C'è un gruppo di persone potenti che governa il mondo in segreto. Parlo di gente che nessuno conosce, di persone invisibili. L'1% più ricco dell'1% più ricco del mondo che gioca a fare Dio e ora credo che mi stiano tracciando. STACCA STACCA STACCA
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A proposito di Arf

Ehi amico. Ehi amico. Non mi piace. Forse dovrei darti un nome ma è una strada pericolosa: esisti solo nella mia testa, ricordiamocelo. Merda! È successo davvero, sto parlando a qualcuno che non esiste. Quello che sto per dirti è top secret. Si tratta di una cospirazione gigantesca. C'è un gruppo di persone potenti che governa il mondo in segreto. Parlo di gente che nessuno conosce, di persone invisibili. L'1% più ricco dell'1% più ricco del mondo che gioca a fare Dio e ora credo che mi stiano tracciando. STACCA STACCA STACCA

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