Quella strana voglia di ballare come Drake

Probabilmente sarete incappati nel singolo di Drake Hotline Bling. La hit è un successo a livello globale, anche se in Italia non ha avuto la stessa diffusione che nei paesi anglofoni.

La canzone tuttavia è diventata particolarmente virale sul Web: sarà forse per il beat lento ma travolgente? Sarà per una storia molto chiara e ggiovane? Sarà per una chiara appartenenza alla sottocultura degli afroamericani? Beh tutto sommato possono risultare tutte e tre corrette: la canzone è decisamente travolgente ed è il classico prodotto dal testo scadente adatto a diventare un successo.

In realtà questo spiega la sua diffusione a un livello discografico ma non la sua viralità sul web che ha dato vita a un vero e proprio meme. Se già negli anni ’80 si era capito quanto fosse importante un buon videoclip per un singolo di successo, i produttori di Drake non sembrano averlo compreso o forse fingono e basta. Il video è molto semplice ma fortemente caratterizzato dalla presenza di un Drake ballante. Nulla di anomalo se non fosse che il cantante balla lasciandosi trasportare dalla musica, senza coreografia, un po’ come facciamo tutti quando siamo soli. Il risultato è stato considerato buffo dai più, quindi i vines parodici sono affluiti copiosamente.

Tanta ilarità alle spese del povero rapper che inizialmente non l’ha presa bene, per poi accorgersi che i vines in qualche modo l’hanno fortemente pubblicizzato. Tutti lo hanno deriso più o meno volontariamente, deriso per il suo modo di ballare akward (imbarazzante). Venne poi il tempo del Saturday Night Live che, con i suoi soliti modi, mi ha molto divertito esplicitando il problema ma generando anche in me una riflessione.

Drake, forse non in maniera consapevole, è stato coraggioso, più di quanto non lo siano quelli che hanno giocato al suo stesso gioco per video demenziali di bassa qualità (non farò nomi ma spero che intendiate). Lui si è messo in gioco in un progetto serio. Che non si dica che parliamo di uno che non sa come funzionano i rapporti sociali.

Emerge che la società occidentale ha uno strano rapporto con il ballo: da una parte lo idolatra, dall’altra non lo accetta in ogni forma. Infatti ogni generazione ha il proprio film emblematico di basso livello sulla danza, a cui aggiungere talent show quali Amici e bassezze come paso adelante, però tutti schifano la danza contemporanea e altre forme di ballo come il pogo o il semplice ballo libero. Certo non siamo ai livelli del Giappone dove ballare in pubblico era illegale fino a poco tempo fa.

Ragazza giapponese che balla per strada ed è meno imbarazzante di Drake

Questo fino a pochi mesi fa poteva essere un atto di protesta.

Altre situazioni sono viste diversamente, spesso giustificate: è il caso della danza moderna dove spesso si stenta a capire quello che sta succedendo ma va tutto bene. Anche situazioni come i rave dove tutti sono strafatti sono socialmente accettate nonostante non siano accettate le droghe. Lo stesso vale per e danze etichettate come esotiche e in quanto tali giustificate in partenza.
In realtà dovremmo prendere più spunto da alcuni paesi esotici: in gran parte dell’Africa, per esempio, quando si fa festa ha poca importanza come si balla, nell’America Latina c’è una intera cultura del ballo dove è più importante “sentire” la musica.

Morale della favola: è importante ballare, andare in discoteca per essere cool, ma se non c’è una coreografia l’unico modo per essere socialmente accettabili e ciondolare a destra e sinistra come dei manichini. Molto coerente!

Gioleppo

Giovane, irascibile, presuntuoso e A E S T H E T I C.
Decisamente uno che si fa le menate.
Gioleppo

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Giovane, irascibile, presuntuoso e A E S T H E T I C. Decisamente uno che si fa le menate.

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