Linkin Park: alla scoperta del nuovo album ‘One More Light’

Salve a tutti

Oggi il gruppo statunitense Linkin Park capitanato dal frontman Chester Bennington ha pubblicato il settimo lavoro in studio intitolato One More Light. Pur avendo già sentito 3 estratti non esattamente nel loro stile e, anzi, forse completamente estranei allo stesso, ho deciso di dare comunque una possibilità a questo album, con la speranza di trovare almeno qualche brano degno del loro talento.


1) Nobody Can Save Me: L’album si apre con questo brano dalla base molto Pop per arrivare, intorno al minuto, all’introduzione di qualche chitarra. In certi punti la canzone diverte molto, è piacevole e poco pesante, contornata da un ritornello che nel complesso non è malaccio.
Voto: 6,5


2) Good Goodbye: Avete presente i primi Imagine Dragons? Ecco, se li apprezzavate allora questo è il brano che fa per voi. In pieno stile Linkin Park, sia musicalmente che a livello canoro, la voce di Bennington è veramente perfetta nel contesto e la parte rap è notevole, contornata da un ritornello che risulta molto orecchiabile.

Voto: 7


3) Talking to Myself: Il pezzo si apre con, finalmente, una fottuta chitarra, che è quello che mancava fino ad ora. Il brano ha una bella evoluzione in crescendo nei minuti successivi: sia chiaro, non è in pieno stile Linkin Park, direi invece che è un Pop-Rock d’impatto, una buona alternativa per passare 4 minuti in tranquillità. Non pesante nè epico come altri brani della loro carriera, una via di mezzo ma di buona qualità.
Voto: 6,5


4) Battle Symphony: Oltre ad essere uno dei tre estratti, credo sia uno dei brani più brutti dell’album, specie se si pensa al reale stile e genere che i Linkin Park erano abituati a fare. Scordatevi pezzi come “In The End” o “Faint“, questo è completamente opposto, una vera delusione. Il problema vero di questo pezzo è la base, del tutto campionata (specie la batteria), risulta ripetitiva e noiosa, sembra uscita da vanBasco’s Karaoke (e non è un complimento).
Voto: 5


5) Invisible: Il brano di intermezzo dell’album è questo e onestamente ho bisogno di far prendere una pausa alle mie orecchie. Invisible è veramente orribile, anche qui una base campionata e tutta uguale. Puro pop, se a tratti può anche piacere probabilmente lo si deve al talento di Chester Bennington, ma se si deve valutare veramente il brano, questo è proprio da buttare nel dimenticatoio e fingere che non sia mai stato fatto.
Banale e noioso.
Voto: 4


6) Heavy: Qui sì che c’è da ridere. Questo è stato il primo estratto circa un mese fa, doveva servire in qualche modo a presentare l’album prima dell’uscita di oggi, capirete come me che non è stata una scelta azzeccatissima.
Sembra uno di quei pezzi da mettere nelle pubblicità delle auto, la tipica canzone fatta per vendere e per commercializzarsi ancora di più di quanto il gruppo non abbia fatto in questi anni.
Vocalmente è sublime e rendere qualcosa sublime in questo lavoro è veramente difficile. I complimenti quindi vanno a Bennington e a Kiiara (che non so da dove cazzo sia uscita), ma parlando musicalmente la canzone è quantomeno dimenticabile: anche qui la base è tutta uguale. Comunque prendete per oro colato queste mie parole, chiunque comprerà Fifa 18 la troverà sicuramente all’interno in quanto è perfetta per commercializzarsi in quel mondo.
Voto: 5,5


7) Sorry for Now: No ragazzi, ora stiamo esagerando, un album non può aprirsi in modo decente e arrivare a QUATTRO canzoni di seguito con la base simile e tutta uguale. Non si sentono chitarre neanche a pregarle, senza contare che questo brano mi ha stufato dopo 1 minuto scarso e ne dura 3:20, normalmente è una durata normale ma per quanto è noiosa sembra una condanna a morte ascoltarla tutta.
Meglio di Invisible è, ma non ci voleva poi molto.
Voto: 4,5


8) Halfway Right: Se dobbiamo salvare qualcosa, perlomeno in questo pezzo si sente ogni tanto un minimo di varietà (ma proprio minimo) nella base,  in compenso vocalmente non rende abbastanza giustizia alle corde vocali di Bennington, è come far cantare un brano dei Blue a Corey Taylor, rendo l’idea? Ecco.
Voto: 5 (solo per qualche passaggio salvabile)


9) One More Light: Finalmente un bel pezzo (non ne sentivo uno dalla traccia numero 3 dell’album) e senza dubbio hanno avuto almeno la coerenza di intitolare l’album a questo brano.
Base non energica e, anzi, molto tranquilla, che però si fa ascoltare, alla fine si sente persino il riverbero della chitarra, il che non guasta affatto.
Il tipico brano da ascoltare dalle 2 di notte in avanti per liberare la mente e rilassarsi.
Voto: 7


10) Sharp Edges: Questo album si conclude con Sharp Edges, finalmente una base non uguale alle precedenti e molto estiva se vogliamo.
Bella conclusione, divertente e l’inserimento della chitarra acustica rende il tutto molto bello. A livello di sensazioni e “divertimento” credo sia la migliore di tutto album, un raggio di luce in un album qualitativamente scadente.
Estiva.
Voto: 7,5


Eccoci arrivati alla fine ragazzi miei, conclusioni?
Un lavoro molto controverso se si pensa a cosa sono riusciti a fare i Linkin Park durante la propria carriera, i tempi di Hybrid Theory sono ormai terminati.

Con questo album si è deciso di cambiare completamente stampo, di fare pezzi a mio avviso molto più commerciali, oltre che quasi del tutto pop.
L’unica cosa che davvero tiene ancora in alto il gruppo è la voce ottima di Chester Bennington, ma capirete bene che non può bastare… Qualche brano ascoltabile e divertente c’è stato, tuttavia 3/4 canzoni su 10 non possono assolutamente salvare un intero album.
Preparatevi a sentire forse il peggior album mai fatto della carriera dei Linkin Park.
Voto album: 5,5

 

Fateci sapere cosa ne pensate qui sotto l’articolo.

 

 

 

 

 

 

Boo Boo

Boo Boo

Admin fondatore delle pagine facebook: "Per gli amanti del Rock e dell'Heavy Metal" e "Paolo Lebbrosio" e admin collaborativo di "Guitar: my life" e "Pollo"
Boo Boo

Commenti

comments

A proposito di Boo Boo

Admin fondatore delle pagine facebook: “Per gli amanti del Rock e dell’Heavy Metal” e “Paolo Lebbrosio” e admin collaborativo di “Guitar: my life” e “Pollo”

I commenti sono chiusi.