Mosca nella minestra, bruco nell’acquavite

Gli Occidentali non amano ritrovarsi bestioline a più zampe nel proprio piatto, tranne quando si parla di aragoste o altri simpatici crostacei di cui dimenticano sempre la provenienza evolutiva [sono parenti prossimi degli scarafaggi, buona prossima cena di Natale a tutti] e inorridiscono con stolido perbenismo di fronte alle abitudini alimentari di buona parte del resto del mondo, che invece è stata tirata su a pane e camole.
Però.
Però.
A volte anche gli Occidentali si lasciano sopraffare dalla curiosità del gusto orrido.
Ed è così che nasce il Mezcal con verme.

Mmmmh! Liquore gusto vermone ciccioso!

Mmmmh! Liquore gusto vermone ciccioso!

Il Mezcal è un’acquavite ottenuta dalla distillazione di un fermentato di succo d’agavi ed è un parente piuttosto stretto della Tequila ma dal gusto e dal profumo meno raffinati e più rustici. Amatissimo dagli autoctoni, non ha presentato la caratteristica e orrida decorazione in cellule animali fino agli anni ’40, data in cui gli Americani, noti per essere personaggi piuttosto sopra le righe, hanno deciso di fare uno strappo alla regola del “che schifo gli insetti” comprando maniacalmente solo le bottiglie con l’ospite.

Questa tradizione, insomma, è nata per uso turistico e ingigantita da un sacco di frottole riguardo proprietà magiche dell’animale, interessanti soprattutto per i maschietti.

Ma prima precisiamo una cosa: quello che viene chiamato verme è in realtà il bruco di un Lepidottero che infesta le agavi, la Comadia redtenbacheri, il quale viene chiamato gusano rojo (dal suo colore arancione-rosso), in grado di modificare il colore e l’aroma del liquore (insomma, è pur sempre un animaletto affogatoci dentro, si conserva ma non del tutto).

Forse prima non l'avete visto abbastanza bene.

Forse prima non l’avete visto abbastanza bene.

Si dice che questo bruchetto abbia proprietà allucinogene e afrodisiache, tanto che l’ultimo che si riempie il bicchiere è anche il fortunello che dovrà masticare la larva, per trarne beneficio sexuale.
Quanto c’è di vero tutto ciò? Come al solito quasi nulla. Dimenticate le proprietà afrodisiache e tornate alla solita, vecchia pillolila blu! Non c’è nulla di reale in questo, anche se gli Americani (masculi) continuano a comprare bottiglie per un solo motivo (e non è il gusto rustico).
Però possiamo ammettere un certo potere allucinogeno, per tutti gli amanti dei trip mentali illegali. E’ stato recentemente scoperto da un biologo molecolare dell’IPICYT, Antonio De Lèon Rodriguez, che nell’acquavite con bruco esiste un composto di nome Cis-3-Hexen-1-ol, un feromone coinvolto nei meccanismi di attrazione di animali anche mammiferi. Questa sostanza sembra dare allucinazioni agli umani, anche se ancora non vi sono prove scientifiche della sua efficacia.

Insomma, tirando le somme, sembra proprio che gli Occidentali facciano eccezione per gli insetti e tutto ciò che assomiglia al genere solo in due casi: quando la bestia è costosa o quando fa lo stesso effetto della droga.
Come siamo messi male.

The Lice

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E' femmina, è giovane, parla in terza persona come il divino Cesare e nella vita si diletta con il macabro, il meraviglioso e lo schifo puro.
Si domandano ancora perché sia single.
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A proposito di The Lice

E' femmina, è giovane, parla in terza persona come il divino Cesare e nella vita si diletta con il macabro, il meraviglioso e lo schifo puro. Si domandano ancora perché sia single.

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