Mr Robot è da vedere?

Mr Robot è stata acclamata come capolavoro, “erede spirituale di Fight Club“, sicuramente non passata inosservata sia per quanto concerne l’impatto di pubblico, sia per quanto concerne le parole al miele che la critica ha speso per elogiare il prodotto di USA Network confezionato da Sam Esmail. La serie ha debuttato l’anno scorso a fine giugno con uno dei pilot più coinvolgenti e stilisticamente meglio costruiti degli ultimi anni: Rami Malek ha portato sullo schermo un personaggio a dir poco eccezionale, così come eccezionale è stata la sua capacità nel trasporlo alla perfezione, in ogni dettaglio caratteriale, senza la minima sbavatura. Questo potrebbe essere un dettaglio dal peso specifico, tenendo conto che, essendo attori, dovrebbero essere in grado di calarsi nel personaggio, ma purtroppo capita che ciò non avvenga e che la trasposizione lasci a desiderare.

Come da titolo, in questo breve articolo andremo a concentrarci sulle tematiche centrali della serie e sul micromondo che sembra attrarre a sé.

Premessa doverosa per qualsiasi essere normodotato che crede che la serie si concentri SOLAMENTE su un gruppo di ragazzi hipster che riescono a scrivere qualche stringa di codice ed odiano la società: smetti di leggere e corri in tangenziale. Grazie.

Rami Malek interpreta Elliot Alderson

Rami Malek interpreta Elliot Alderson.

Il nocciolo della trama di Mr Robot almeno per quanto concerne la prima stagione, dal momento che solo le due prime due puntate della seconda sono fino ad ora andate in onda, riguarda un argomento che a più riprese (specialmente a seguito della crisi dei subprime del 2006) è tornato in auge: il debito del semplice cittadino rispetto a banche ed istituti di credito.
Se si cancella la traccia dei debiti allora torniamo tutti a zero. Si crea il caos totale
Il sunto è decisamente simile a quello di Fight Club (1999, David Fincher): fare in modo di cancellare il debito contratto dai cittadini per poter riportare in un certo tal senso uguaglianza e parità tra ogni individuo (almeno in campo economico).
Tale ragionamento cozza però con la realtà dei fatti. Ed è proprio tale risvolto che sembra essere preso in considerazione nella seconda stagione di Mr Robot, mentre in Fight Club a questa possibilità non veniva concesso minutaggio, considerato che il film si concludeva con la “riuscita” del piano di Tyler Durden.

Frase hipster che porta i più a credere che anche la serie lo sia.

Frase hipster che porta i più a credere che anche la serie lo sia.

Mr Robot presenta il tutto, però, sotto l’ottica informatica: l’attacco alla società non sarà quindi fisico, ma virtuale. Il tutto non renderà la cosa meno devastante e catastrofica.
Una delle tematiche che si ricollega ad altre serie TV passate è il panottismo moderno presentato all’interno della serie.
Il termine panottico ha come riferimento il Panopticon di Jeremy Bentham, che era un carcerare ideale progettato dal filosofo e giurista. Il progetto permetteva ad un unico sorvegliante di osservare chiunque all’interno della struttura, senza permettere a questi (i carcerati) di capire se egli stesse effettivamente osservando, lasciandoli quindi con il timore e quindi insicuri.
Con la tecnologia e la sua massiccia presenza nella nostra vita, ciò accade ogni giorno: basti pensare anche solo ad una serie (decisamente sottovalutata) come Person Of Interest, in cui sono le telecamere sparse nel globo ad essere portatrici di informazioni utili.
Oppure Colony con i droni apparsi successivamente all’Arrivo, parola tanto evocativa quanto inconsistente almeno agli occhi dello spettatore.
Il panottismo in Mr Robot sta nell’ambito relativo alla tecnologia, elemento imperante per questa serie TV. Se ogni individuo è visto come incarcerato, bloccato da catene invisibili (i debiti contratti), l’unico modo è contrastare il sorvegliante: le banche ed il sistema informatico relativo ad esse. Se il male in essi è stato riconosciuto, essi dovranno soccombere.
L’ambito del panopticon è riscontrabile (oltre che nelle serie già citate) anche in Black Mirror ed in maniera più superficiale in The X-Files.

Fsociety = Anonymous?

Fsociety = Anonymous?

La fsociety ha diverse somiglianze con il gruppo di hacker attivisti Anonymous, infatti la maschera rievoca il famoso volto di Guy Fawkes, simbolo indiscusso del gruppo.
Messe da parte le tematiche attuali ed accattivanti della serie, un nocciolo importante della serie è ricoperto, come detto in apertura di articolo, dagli attori. In particolar modo da Rami Malek che interpreta il sociofobico Elliot Alderson.
Per quanto in questi anni sia stato citato il solo Bryan Cranston come attore divino (dimenticandosi i vari Michael Emerson o Jon Hamm), dalla scorsa estate a questa breve lista di grandi del piccolo schermo c’è da aggiungere questo mal cagato attore che, per chi scrive, rimarrà per sempre il giovane e gaio Kenny di The War At Home.

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Mr Robot è una serie da seguire?
Sicuramente, è una serie da vedere. E da capire. L’obbligatorietà non esiste mai e soprattutto non può esistere per serie da poco iniziate o appena apparse.
Lasciamo termini come capolavoro o serie perfetta ad altri. Godiamoci il momento e non lamentiamoci: anche Dexter era bello.

 

Jim LaFleur

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Esistono storie che non esistono.
Offerto da Gropponi, abbigliamento infimo e Amaro Letale, voglio il peggio.
Nato male e stronzo, cresciuto ancor peggio.
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