Quando il metal si fa duro, i Nanowar of Steel iniziano a giocare.

Il dodici di questo mese sono venuto a sapere che i Nanowar of Steel avrebbero suonato qui a Milano, così, dopo aver letto della serata rinominata ”Il Pollocausto”, l’alta redazione di Pollo stesso si è sentita chiamata in causa chiedendo e richiedendo (e richiedendo ancora) gentilmente ai  Nanowar un incontro, riuscendo a farci concedere un’intervista. Così, io, Charlie Gebo, e Ser Tapric, mio fedele compagno, ci siamo incamminati affrontando il meteo impervio per incontrare i maestri del metal e della spada, l’unica band metal ad aver ucciso un drago. Davvero eh, visto io, giuro.

Dopo averli seguiti per un po’, li abbiam trovati seduti ad un tavolino, insieme al sommo Christian Ice, iniziamo così l’intervista.

Nanowar COLORS

Presentate la band.
One, two, three, four: PIACERE.

Suppongo non siate sempre stati musicisti, cosa facevate prima di iniziare a suonare come Nanowar of Steel?


Potowotominimak:
Qua ti smentisco, Uinona Raider aveva 14 anni quando abbiamo fondato i Nanowar;
Uinona Raider:
Però io prima non suonavo, ha ragione lui, prima dei diciotto suonavo, poi suonavo di più.

Gatto Pancieri 666:
Prima dei Nanowar? Ma niente, che dovevamo fare?

A chi è passato per la testa di fondare i Nanowar? No, non me lo spiego.

Potowotominimak:
Ah lui. Lui è Gatto Pancieri 666, bassista, masturbatore seriale, nonché fondatore dei  Nanowar of Steel, a lui tutto il merito e tutta l’onta di aver fondato i Nanowar. E’ colpa sua.

Come siete riusciti a prendere i primi ingaggi, cioè, andavate lì e come li convincevate a prendere per una sera una band chiamata ”Nanowar of Steel”?

Potowotominimak:
Noi contattavamo i locali, dicevamo: “Non siamo i Manowar, potete permettervelo”, e loro ci cascavano.

Dovete fare ora il riassunto veloce dell’ascesa dei Nanowar of Steel.
ASCEEEESA.
NDR: Christian Ice dice di scrivere ”NDR: I Nanowar fanno la Ola”.

Durante questo tour dovete suonare anche con i Lacuna Coil, avete fatto poi la mitica canzone su Luca Turilli. Quindi insomma, come siete visti nel panorama musicale italiano?

Potowotominimak:
Allora, come ci vedono dipende dalle diottrie, Fabio Lione ci vede benissimo, Albano un po’ meno, Bocelli invece non ci vede bene, cioè, non ci vede proprio.

La cosa più strana successa nella carriera dei Nanowar.

Potowotominimak:
Suonavamo di spalla agli atroci e c’era una femmina, perché dire donna è dire troppo, aveva la vulva insomma, e l’ha esposta a bella vista poggiando una gamba sul calcio balilla, ed il bello è che non solo si vedeva la la spazzola, le setole arrivavano a tipo metà coscia, ed il punto non è che te la potevi mangiare, è che se te la mangiavi ti pettinava.

Gatto Panceri 666 aggiunge:
Ho provato a dire che sono gay, ma le piacevano tantissimo, ho provato a dire che sono americano, ma le piaceva tantissimo. Alla fine una sola cosa le piaceva tantissimo, una cosa che hanno sia  gay che gli americani che tutti. Forse dovevo dire che ero Gatto Panceri 666, magari scappava.

I nomi da dove vengono?

Potowotominimak:
Da un lago canadese, o un locale di un film anni ottanta che si chiamava Potowotominimak sulle sponde dell’omonimo lago, quindi dal lago insomma.

Uinona Raider:
Da un’attrice, non ci sta niente da fare.

Gatto Panceri 666:
In realtà la storia di Gatto Panceri è più sottile. La mia passione per questo cantante sorse nel lontano 1998 quando ascoltai questa storia raccontatami da un mio amico… (Potowotominimak lo interrompe un paio di volte)
DEVO PARLARE IO, BASTA, STRONZO, CON QUESTE MANIE DI PROTAGONISMO DI MERDA HAI ROTTO IL CAZZO.
(Questo probabilmente spiega il perché c’è ”666” nel nome)
Dicevo, questo mio amico racconta una storia che gli ha raccontato un suo amico il cui padre si trovò in un Autogrill permeato di persone ravvicinate intorno ad un personaggio, tutte gioiose e festanti, lui allora si avvicina ad una di queste persone chiedendogli: ”Senti un po’, perché siete tutti quanti qua festanti e gioiosi chiedendo autografi a costui?”
Allora questo gli risponde: ”Ma come, ma non lo vedi? Quello è Gatto Panceri!”
Ed egli rispose:” E chi cazzo è Cazzo Panceri?”
Al che Gatto Panceri gli risponde:” Veramente sarei io…”
Da allora è il mio idolo, ma non potendo essere lui gli rubo solo il nome.

Mister Baffo:
Più che spiegartelo a parole, te lo spiego a gesti.

NDR: beve un sorso di birra e si pulisce il baffo, in quello stesso istante vengo investito da una luce celestiale, il suo baffo risplende, e risplenderà nel tempo.

Che rapporti avete tra di voi? Dopo la sgridata di prima suppongo brutti…

Uinona Raider:
Quando partite per dieci anni e state in giro, poi ti rompi il cazzo.
Dopo il primo anno ci stavamo già sul cazzo, ma funzionavamo sul palco e allora suonavamo.

A rotazione ora vi descrivete l’un l’altro con una parola.

Potowotominimak a Mr Baffo: Indispensabile.

Mr Baffo per Gatto Panceri 666: Google.

Gatto Panceri 666 per Uinona Raider: Scavezzacollo.

Uinona Raider per Potowotominimak: Catalizzatore.

Potowotominimak: Però c’è Mohammed Abdul che non è presente, ed io direi Genio della Lampo.

Gatto Panceri 666: Mohammed è mellifluo.

Nanowar of Steel

Così, con la parola Mellifluo, si chiude l’intervista, e loro, guardandomi in volto, mi dicono che anche io son stato prezioso, regalando anche a me un aggettivo per descrivermi e ne scelgono uno, sommo, che è ”inemulsionabile”, da ora so, che l’inemulsionabilità del mio essere farà parte della mia vita.

Questa è stata la mia esperienza con i Nanowar of Steel. Ci sono state molte cose non dette perché impossibili da scrivere, come i litigi per farsi portare un caffè, un set di offese per Stephen Hawkings e tanto altro, ma comunque, come descriverli in poche parole? Dei cazzari, in senso positivo, grandi musicisti nel suonare ed in grado di intrattenerti per un’intera serata con quello che più che un concerto, è uno spettacolo.

Per inciso, questa è la mia prima intervista vera e propria, quindi non siate troppo duri, ma se vi è piaciuta, sappiate che ho in mente un altro paio di cosette che potrebbero piacervi. Quindi con questa comunicazione di servizio chiudo, e al prossimo articolo!

Charlie Gebo

Charlie Gebo

Cresciuto in un piccolo villaggio del regno di Terronia con il sogno di diventare un Power Ranger, la sua vita è stata sconvolta dopo aver scoperto che per dipingere una grande parete ci voleva un grande pennello, non un pennello grande. Persa così la fiducia in sé esplora il grande nord alla ricerca di una laurea, anche se in fondo era più semplice diventare Red Ranger.
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A proposito di Charlie Gebo

Cresciuto in un piccolo villaggio del regno di Terronia con il sogno di diventare un Power Ranger, la sua vita è stata sconvolta dopo aver scoperto che per dipingere una grande parete ci voleva un grande pennello, non un pennello grande. Persa così la fiducia in sé esplora il grande nord alla ricerca di una laurea, anche se in fondo era più semplice diventare Red Ranger.

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