Cattedrale di Carver

Non sapete chi è Raymond Carver ? Male ma non malissimo. Magari avete visto Birdman al cinema e non vi siete accorti che la piece teatrale che Michael Keaton vuole interpretare è ispirata a What We Talk About When We Talk About Love.

Nel caso in cui non ve ne foste resi conto, si può rimediare a partire da questa lettura.

Accostarsi alla scrittura di Raymond Carver è un’esperienza che ribalta la visione del mondo, consentendoti di scavare nell’anima dei personaggi che popolano le sue storie come l’acqua s’insinua nelle profondità delle falde acquifere: in modo capillare.

Ci sono persone comuni nei racconti di Raymond Carver. C’è la gente che potremmo incontrare salendo sul bus, andando a far la spesa, camminando per strada. C’è la Vita. Quella di tutti noi. Niente di epico, stravagante, avventuroso. Solo Lei, la Vita, col suo carico di contraddizioni, difficoltà, noie, casualità.

Da sempre Cattedrale è considerato il capolavoro dello scrittore americano, una raccolta di storie in cui traspare la visione di un’America – degli Stati Uniti – fatta di pensieri inespressi e rassegnazione, più che di speranza. Carver racconta piccoli avvenimenti che diventano il punto di svolta dell’esperienza dei suoi protagonisti.

Ci si trova catapultati nel bel mezzo di una storia già iniziata, sospesi all’interno di un avvenimento eccezionale che si colloca al di fuori del quotidiano.

Anche per questo la sua scrittura affascina e ricorda in maniera particolare quella degli sceneggiatori. La semplicità di Carver e la sua immediatezza rievocano, infatti, la visione di un film.

Scorrendo le pagine si dipanano davanti agli occhi scene e atmosfere che si rincorrono, fino a giungere al loro compimento, senza tuttavia rivelare la conclusione.

Tutto ciò che non viene espresso attraverso le parole dei protagonisti, ma solo suggerito da sguardi e silenzi, aleggia all’interno delle pagine, prendendo forma.
Carver ci trasporta in un mondo diverso, in grado di indicare nuovi squarci dell’animo umano, acuendo la nostra sensibilità.

La sua abilità è nel cogliere un istante qualunque della vita di un uomo: una gita in campagna, o l’incontro con un vecchio amico di tua moglie. Sono momenti, attimi, istantanee. E’ come descrivere una cattedrale ad un cieco. L’episodio, che dà il titolo alla raccolta, racconta proprio l’impossibilità di tracciare verbalmente a un non vedente la magnificenza e l’imponenza di queste opere del genio umano.

Una cattedrale che diviene metafora di un sentimento o di un’emozione difficile da esprimere a parole eppure lì, presente nella sua bellezza: perfettamente visibile e impossibile da raccontare.
Carver mostra, infatti, come l’unica possibilità di raccontare sia attraverso un sentire comune, magari disegnando insieme una costruzione imponente su una busta della spesa. Ma si può anche cenare accanto a un pavone impertinente, o parlarsi per la prima volta, creando un legame impercettibile e nuovo, in grado di infondere un ultimo soffio di vita a un corpo che sembrava essersi spento nel suo cinismo e nella sua quotidianità.

Nelle atmosfere dipinte dallo scrittore, ogni parola sembra essere in un precario equilibrio così come chi la pronuncia e si respira la lieve brezza del cambiamento, o almeno della sua possibilità.

I brevi attimi di vita che racconta sono sprazzi in cui ai personaggi è concessa l’ultima occasione per cambiare e salvarsi: nel paesaggio desolante che gli costruisce intorno, Carver inserisce un via di fuga che tuttavia concede raramente di cogliere.

Arf

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Ehi amico. Ehi amico. Non mi piace. Forse dovrei darti un nome ma è una strada pericolosa: esisti solo nella mia testa, ricordiamocelo. Merda! È successo davvero, sto parlando a qualcuno che non esiste. Quello che sto per dirti è top secret. Si tratta di una cospirazione gigantesca. C'è un gruppo di persone potenti che governa il mondo in segreto. Parlo di gente che nessuno conosce, di persone invisibili. L'1% più ricco dell'1% più ricco del mondo che gioca a fare Dio e ora credo che mi stiano tracciando. STACCA STACCA STACCA
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A proposito di Arf

Ehi amico. Ehi amico. Non mi piace. Forse dovrei darti un nome ma è una strada pericolosa: esisti solo nella mia testa, ricordiamocelo. Merda! È successo davvero, sto parlando a qualcuno che non esiste. Quello che sto per dirti è top secret. Si tratta di una cospirazione gigantesca. C'è un gruppo di persone potenti che governa il mondo in segreto. Parlo di gente che nessuno conosce, di persone invisibili. L'1% più ricco dell'1% più ricco del mondo che gioca a fare Dio e ora credo che mi stiano tracciando. STACCA STACCA STACCA

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