Person Of Interest: serie tv sottovalutata?

“You are being watched. The government has a secret system: a machine that spies on you every hour of every day. I know because I built it. I designed the machine to detect acts of terror, but it sees everything. Violent crimes involving ordinary people, people like you. Crimes the government considered irrelevant. They wouldn’t act, so I decided I would. But I needed a partner, someone with the skills to intervene. Hunted by the authorities, we work in secret. You’ll never find us, but victim or perpetrator, if your number’s up…we’ll find you.”

 

Person Of Interest, serie andata in onda sulla CBS.

Person Of Interest, serie andata in onda sulla CBS.

Può una serie nata come un banale procedurale evolversi con il passare delle stagioni, aumentando la caratura della trama fino a diventare un piccolo gioiello, pur rimanendo abbastanza sconosciuta ai più? A quanto pare può succedere: Person Of Interest (2011-2016) è proprio questo tipo di serie TV.

La serie TV nasce narrando i fatti seguiti all’attacco terroristico dell’undici settembre: il governo Americano, per prevenire ulteriori attacchi, chiede all’informatico Harold Finch (un sempre immenso Michael Emerson) di costruire una Macchina. Tale IA dovrà essere in grado di assimilare ogni dato carpito in maniera illegale da apparecchi di sorveglianza, telefoni e apparecchiature elettroniche in generale, per poter prevenire atti criminali definiti “rilevanti“. Ma Finch decide di creare una sorta di backdoor prima di questo gigantesco filtro (che decide se un caso è da valutare rilevante o non rilevante) per poter ottenere i dati di tali casi e poterli salvare, tenendo però allo scuro di ciò sia il Governo, sia le autorità competenti.

Il cast principale della serie.

Il cast principale della serie.

Il cast principale è composto da Jim CaviezelMichael EmersonAmy AckerSarah Shahi. Oltre agli aiutanti nella polizia che sono interpretati da Taraji P. HensonKevin Chapman. La serie si contraddistingue per un alto livello per quanto concerne la recitazione, ma anche per la qualità delle tematiche presentate e nell’esposizione delle stesse. Pur mantenendo un alto numero di episodi a stagione (tra i 22 ed i 23, esclusa la quinta ed ultima stagione che ne conta 13), Person Of Interest riesce a variare la trama procedurale, non risultando ripetitiva o quanto meno è capace di inserire un elemento di novità all’interno dall’episodio, differenziandolo da quelli che lo hanno preceduto. Questo non è un valore da poco, visto e considerato che per i procedurali il problema maggiore è riscontrabile nell’assuefazione e nella ripetitività spasmodica della trama episodica.
Da questo punto di vista, infatti, gli episodi presentano diverse varianti, rispetto al personaggio da salvare attorno al quale gira la puntata. Vi è una divisione tra:
puntate che trattano numeri rilevanti: persone la cui salvezza dovrebbe essere d’interesse federale;
puntate che trattano numeri irrilevanti: i numeri più presenti, quelli per i quali è stata creata la backdoor nella IA;
puntate che trattano numeri necessari: necessari per la sopravvivenza della IA e della squadra capitanata dall’informatico Harold Finch;
puntate che trattano non numeri: persone la cui identità non è stata comunicata dalla Macchina (volutamente o non);

Lo slogan orwelliano che accompagna la serie.

Lo slogan orwelliano che accompagna la serie.

La serie presenta a suo modo il concetto di panottismo, che deriva da Panopticon: una struttura carceraria ideata dal filosofo Jeremy Bentham nella quale veniva permesso a chi sorvegliava di poter tenere sotto costante osservazione chi veniva rinchiuso. Il punto di forza della struttura è l’idealizzazione che il carcerato ottiene dalla struttura e dalla sua costruzione: ritiene di essere sempre osservato, vista e considerata la particolarità del carcere, ma non ha la certezza di questa cosa, non potendo verificare. Vive quindi nel dubbio che qualsiasi sua azione possa venir tenuta sott’occhio dal sorvegliante e per tale motivo è sfiduciato dal muoversi in atti rivoltosi.
Person Of Interest tratta sì di sorveglianza, ma il sorvegliato (ogni singolo cittadino americano) non è a conoscenza di questa massiccia infiltrazione nella sua privacy; anzi, ritiene al più che questo sorveglianza possa aiutare il governo a tenerlo al sicuro e per tale motivo la favorisce. Pur mancando questo importante elemento (la conoscenza del sorvegliante), si tratta pur sempre dei molti (pan-) che vengono osservati (-opticon) da una singolarità: l’IA, The Machine.

L’uomo dietro la tenda, il mago di Oz della serie, è Jonathan Nolan: fratello di Christopher Nolan, con il quale ha lavorato a film del calibro di Memento, The Prestige, The Dark Knight Rises ed Interstellar. Insomma, non un novellino.
La serie racchiude tematiche dense e non frivole (come può essere vista la battaglia tra dei iniziata successivamente l’attivazione di Samaritan, un’altra IA), ma riesce ad esporle e a non risultare pedante nella loro raffigurazione scenica. Ciò anche grazie ai co-protagonisti che riescono a dare maggiore ampiezza alla trama, spezzando le scene e rendendo la visione più semplice per lo spettatore.

Person Of Interest è quindi una serie sottovalutata? Sì e no.
Se la si considera un banale procedurale come i tanti che affollano i palinsesti TV, la si sottovaluta in toto. Ma l’opera di Nolan ha calamitato non poco pubblico, riuscendo a mantenere alti ascolti e rating televisivi sicuramente non bassi.
Non è però da vedere in negativo il fatto che una serie d’alto livello giunga alla fine: è nell’ordine naturale delle cose ed è preferibile al suo eterno prolungamento, rovinando quanto di buono raccolto fino a lì. Basti considerare Dexter che potrà solo essere ricordato per l’osceno finale (e la terribile ottava stagione) e non per quanto proposto al proprio pubblico negli episodi precedenti.

“If you can hear this, you’re alone. The only thing left of me is the sound of my voice. I don’t know if any of us made it. Did we win, did we lose? I don’t know. But either way, its over. So let me tell you who we were. Let me tell you who you are. Someone once asked me if I had learned anything from it all, so let me tell you what I learned. I learned everyone dies alone. But if you meant something to someone, if you helped someone, or loved someone, if even a single person remembers you, then maybe you never really die. And maybe…this isn’t the end at all.”

Jim LaFleur

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Nato male e stronzo, cresciuto ancor peggio.
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