Personaggi da serie tv – Lo spettrale Fox Mulder (Parte Seconda)

Protagonisti di uno spin-off e migliori amici -forse gli unici- di Mulder, i Pistoleri Solitari sono un trio di hacker composti da: Richard Langly, Melvin Frohike e John Byers. Fox è un abbonato della loro rivista e fervente sostenitore di molte teorie da loro portate avanti, proprio per questo durante la serie chiederà loro aiuto sapendo di poter avere da loro un parere totalmente estraneo all’ambiente governativo per il quale lavora. Ciò infastidirà all’inizio Scully, ma a volte sarà la stessa agente a chiedere loro aiuto per aiutare o salvare l’agente Mulder.

Byers si presenta sempre vestito in maniera precisa e ordinata con giacca e cravatta ed è l’unico dei tre ad aver tentato a più riprese di entrare a far parte del sistema che tanto odia, il Governo.
Frohike è il più anziano dei tre ed è ricordato per il suo atteggiamento dolce e affettuoso nei confronti di Dana.

Langly è il più immaturo dei tre nonché quello con più fobie. Rappresenta alla perfezione il complottaro medio.

the-lone-gunmen-10

 

Dopo aver citato quasi tutti i più importanti co-protagonisti, è giunto il momento di parlare del rapporto più simile all’amore presente in questa serie: quello tra Fox Mulder e della sua collega Dana Scully.
Mandata come spia per poter tenere sotto controllo i metodi non consueti di Fox, Dana, pur mantenendo un forte pragmatismo caso dopo caso, cederà lievemente finendo per appoggiare totalmente Mulder. L’idea di Mulder, ossia “I want to believe“, relativamente al mondo paranormale si scontra in maniera dura e decisa con il credo religioso di Dana. I due molto spesso finiranno per discutere, ma è la voglia e la pretesa della verità che finirà per unirli in maniera definitiva.

Se Fox pretende risposte riguardo la sorella, parallelamente, Dana cerca di scoprire chi o cosa l’ha rapita e cosa si cela dietro l’enigma della sua gravidanza. Il loro rapporto è prima lavorativo, poi affettivo e in conclusione si presenta come qualcosa di più, non potendosi definire propriamente amore bensì una unione nella sciagura comune.
Entrambi, infatti, nella ricerca della tanto agognata verità hanno perso tanto. E’ logico quindi che il legame tra i due si sia rafforzato divenendo quasi indissolubile, visti le vicissitudini al quale è stato sottoposto.

7w_0qfp4bkw

 

La serie ideata da Chris Carter vanta tra i registi che hanno curato le varie puntate diversi nomi di alto rango. Uno fra questi? Ovviamente Vince Gilligan (Breaking Bad), il quale tra l’altro ha diretto una puntata di X-Files in cui compare proprio Bryan Cranston (6×02 – Drive). Coincidenze? Io non credo.
Possibile che BrBa sia nata proprio sul set di The X-Files.

Una cosa che non si può negare è quanto questa serie tv abbia influenzato il panorama e l’idea, ancora attuale di serie tv. Basti prendere un’altra serie tv sci-fi di successo, Fringe. La costruzione delle puntate della serie di Abrams è pressoché identica e attinge a piene mani da X-Files: Olivia Dunham è la moderna Scully, mentre Peter Bishop è la controparte di Mulder. Anche il semplice opening sembra porli una di fianco all’altra nel mondo della serialità: le intro mutevoli e particolari hanno caratterizzato sia una che l’altra serie tv, adattandosi in particolari occasioni all’episodio che precedeva.

E’ quindi da ritenere Fringe una copia di The X-Files? Sicuramente no, tuttavia l’aver attinto in modo deciso a molti dei punti forti della serie di Chris Carter non fa che accomunarle e renderle decisamente simili.
Vedendo il seguente screen dell’opening della 9×06 di The X-Files, non vi vengono in mente Gli Osservatori e quindi di rimando Fringe?

Untitled 3

 

Etichettato come un finale didascalico, la conclusione della serie, ha lasciato adito a diverse discussioni e dubbi residuali.

Soli in una stanza di un motel (come nel pilot, scena ricreata per volere di Chris Carter in persona), Scully e Mulder ripensano ai 9 anni passati insieme ad inseguire la verità, a smascherare complotti soppesando i reali guadagni scaturiti da questa loro scellerata decisione. Non rimane loro che loro stessi: soli al mondo e ricercati, pur convinti che quanto fatto sia stato “bene”. Rassegnati ma non sconfitti a ciò cui il mondo sembra esser destinato: la totale sottomissione per mano di una razza aliena, ma “si può ancora sperare” e tanto basta ai due agenti per poter avere fiducia e credere.

Con la contemplazione del loro fallimento, ma fiduciosi e speranzosi per il futuro la serie si chiude così come l’era di X-Files. Una serie che ha regalato tantissime emozioni al proprio pubblico e capace di cementare una vera e propria mitologia alla sua base, ricca di casi e di splendide puntate autoconclusive di impatto scenico e qualitativo eccellenti: The X-Files ha donato tanto alle serie tv e tanto le si deve.

Jim LaFleur

Jim LaFleur

Esistono storie che non esistono.
Offerto da Gropponi, abbigliamento infimo e Amaro Letale, voglio il peggio.
Nato male e stronzo, cresciuto ancor peggio.
Jim LaFleur

Commenti

comments

A proposito di Jim LaFleur

Esistono storie che non esistono.
Offerto da Gropponi, abbigliamento infimo e Amaro Letale, voglio il peggio.
Nato male e stronzo, cresciuto ancor peggio.

I commenti sono chiusi.