Personaggi da serie tv – Un ritratto di Dexter Morgan (Parte 1)

Dexter Morgan è un personaggio ideato da Jeff Lindsay e ripresentato nel 2006 come protagonista dell’omonima e famosissima serie tv crime nella quale viene magistralmente interpretato da Michael C. Hall, vincitore tra l’altro di un Golden Globe nel 2010 proprio per il suo ruolo da serial killer sociopatico (quattro nomination).

Con questo articolo rivivremo parte di ciò che ha coinvolto milioni e milioni di spettatori durante i suoi sette anni di messa in onda, cercando di addolcire la pillola prima di prendere in esame l’episodio conclusivo della serie per il quale, molti dei fan, si sono adirati.

La vera nascita di Dexter, inteso come fattore scatenante dell’intera storia, avviene quando il bambino ha circa tre anni ed assiste inerme insieme al fratello al cruento omicidio della madre. I bambini, chiusi all’interno di un container, verranno tratti in salvo da Harry Morgan, il quale, adotterà il solo Dexter contribuendo in maniera involontaria agli eventi futuri che scuoteranno la vita privata sia del nostro serial killer, sia della sorellastra Debra. In questa situazione possiamo trovare il richiamo a due scene che avverranno poi: la prima è quando i due fratelli si ritroveranno uno opposto all’altro nello scontro finale con il quale si concluderà la prima stagione; la seconda invece si ripresenterà molto più avanti: dopo essersi liberato di Trinity, Dexter, torna a casa e ritrova Harrison seduto a piangere in un mare di sangue. Come giustamente intitolata in italiano “La storia si ripete” (4×12), lampante è infatti il richiamo alla storia passata di Morgan e alla nascita del suo “oscuro passeggero” in quel desolato container mercantile al porto.
Ai giorni nostri Dexter ricopre il ruolo di esperto forense nel campo dell’ematologia nella polizia scientifica di Miami ed è in grado di risalire a molteplici informazioni semplicemente osservando una determinata macchia di sangue. Lavora insieme alle stesse persone che a più riprese cercheranno di incastrare la sua metà oscura -il macellaio di Bay Harbor- sfruttando questo fattore per poter agire di conseguenza e porre rimedio a possibili errori tralasciati nel suo secondo “lavoro”. Tra tutti i colleghi ce n’è uno che non riuscirà mai a convincere definitivamente: James Doakes (forse più ricordato per questa scena e frase che per altro). Doakes riuscirà a scoprire molto del passato e del presente di Dexter, finendo poi per soccombere non per mano del suo investigato, ma per mano di una giovane ragazza infatuatasi del misterioso poliziotto forense. L’apice della tensione si toccò quando l’agente svelò le carte in tavola parlando direttamente con Dexter di ciò che sapeva con la conseguente reazione di quest’ultimo, abile a mantenere sangue freddo abbastanza per mettere fuori gioco definitivamente il temerario James.
Con la fine della quarta stagione abbiamo una evoluzione rispetto a quello che era il vero Dexter, considerato che ora l’uomo dovrà ricoprire anche il ruolo di papà oltre a quelli di detective e di serial killer. Quinta e sesta stagione hanno rappresentato qualcosa di davvero coinvolgente presentando un personaggio, Lumen, in cerca di vendetta a cui Dexter prima salverà la vita per poi aiutarla a portare a termine il proprio compito; ma è la sesta stagione, con il finale sbalorditivo, a rappresentare una definitiva scissione tra i personaggi di Debra e Dexter in persona: la sorellastra infatti verrà a conoscenza di tutto il mistero velatamente celato dal fratello. In primis cercherà di ripudiare la cosa, provando ad odiarlo, ma il sentimento troppo forte che li lega farà in modo da renderla malleabile come creta tra le abili mani di Dexter e alquanto soggiogabile. E’ però da sottolineare che Debra manterrà intatto il proprio libero arbitrio, subendo sì una forte influenza da parte del fratello nelle sue decisioni, ma nulla di psicologicamente imposto. Dopo una settima stagione praticamente piatta e priva di qualsiasi tipo di coinvolgimento di trama nel finale, infatti, proprio a Debra sarà lasciata la spada di Damocle: uccidere Dexter, il suo amato fratello ma anche un serial killer psicopatico, oppure LaGuerta, capo della squadra omicidi la quale aveva ripreso le investigazioni di Doakes ed aveva sorpreso Dexter durante uno dei suoi “riti” omicidi.
“Chi uccide”? Non credo ci voglia molto ad arrivarci, d’altra parte hanno fatto una ottava stagione.

harrison

Tutti gli omicidi di Dexter si basavano su un codice morale ed etico stilato e redatto dal padre putativo Harry Morgan, a cui aveva pensato quando iniziò ad intravedere l’ombra della sociopatia nel giovane. Il codice è semplice e annovera una basilare regola: “non si uccidono gli innocenti”. Per poter passare dalle mani di Dexter, quindi, la persona deve essersi sporcata, in precedenza, le mani essa stessa.
Proprio per questo motivo molti hanno faticato a definire giusto o sbagliato il comportamento dell’uomo: è un killer spietato, vero, ma prende di mira solo quelle persone che il sistema giudiziario aveva lasciato impunite e a piede libero. E’ da ritenere realmente sbagliato questo suo comportamento?
La linea di demarcazione è talmente sottile che Dexter stesso non tarderà a superarla, finendo con l’uccidere persone non previste dal codice. La sua prima vittima innocente, Oscar Prado (3×01), sconvolgerà l’animo di Dexter rendendolo instabile e facendogli dubitare della validità stessa del codice ideato da Harry.
Oscar non sarà però l’unico, saranno molti altri quelli che moriranno per mano del killer senza aver concretamente commesso nulla di deprecabile.
Altre lezioni/regole presenti nel codice sono le seguenti (tra parentesi le uccisioni che infrangono quella determinata norma del codice morale):
1. Mai farsi beccare;
2. Uccidere innocenti non è consentito (Oscar Prado 3×01, Camilla Figg 3×07, John Farrow 4×07, Norm 6×07, Andrew Briggs 8×01);
3. Prendere sempre il tempo necessario e assicurarsi sempre la persona giusta (Nathan Marten 3×03, Beth Dorsey 6×11, un affiliato dei Koshka 7×08);
4. Essere estremamente cauti con l’uccisione, la cosa più importante è la preparazione;
5. Il tuo controllo esorta ad uccidere;
6. Fingere emozioni e la normale routine per stare bene;
7. Rispondere alle domande degli psicologi sempre in maniera opposta a come si vorrebbe;
8. Uccidere deve servire ad uno scopo altrimenti si tratta di un mero omicidio (Rankin 5×01, Alberto 6×12, Clint McKay 7×10);
9. Controllare gli impulsi ed incanalarli (Stan Liddy 5×11);
10. Mantenere le apparenze;

Dexter and harry

 

 

Jim LaFleur

Jim LaFleur

Esistono storie che non esistono.
Offerto da Gropponi, abbigliamento infimo e Amaro Letale, voglio il peggio.
Nato male e stronzo, cresciuto ancor peggio.
Jim LaFleur

Commenti

comments

A proposito di Jim LaFleur

Esistono storie che non esistono. Offerto da Gropponi, abbigliamento infimo e Amaro Letale, voglio il peggio. Nato male e stronzo, cresciuto ancor peggio.

I commenti sono chiusi.