Quattro anime estivi per le vostre vacanze

Siete in cerca di un anime diverso dal solito? La vostra estate non è ancora abbastanza calda? Avete una connessione a internet stabile?

Se la risposta a tutte le precedenti domande è sì, ecco a voi una piccola lista dei più promettenti anime estivi del 2015, rigorosamente visionati e approvati dall’illustrissimo Based-sama (che poi sarei io, ma tralasciamo).

 

1) Shimoneta to iu gainen ga sonzai shinai taikutsu na sekai (Shimoneta per gli amici)

Immaginate un mondo in cui la volgarità è proibita. Immaginate, cioè, di non poter più sfogliare una rivista a luci rosse, esibirvi in atteggiamenti intimi con la vostra fidanzata o anche solo parlare dei vostri o degli altrui genitali. Bene, è in un mondo simile che ci proietta Shimoneta.

Il primo episodio dell’anime ci introduce ad un Giappone non molto diverso da ciò che è oggi. L’unica, sensibile differenza, è che la volgarità è stata bandita da diversi anni, e tutti gli abitanti devono indossare un collarino dotato di microfono e localizzatore. Con questa dotazione, nessuno può infrangere le severe leggi vigenti, pena l’arresto da parte della squadra speciale Retta Via (no, sul serio); di conseguenza, i giovani si sono disabituati a parlare di sesso, di parti intime e di rapporti con l’altra metà del cielo, e sono informati sulla procreazione quanto una signorina alto-borghese degli anni Cinquanta.

Ciliegina sulla torta, il protagonista viene cooptato da un’organizzazione terroristica il cui concetto di attentato è “gridare parolacce in pubblico completamente a caso spargendo volantini di succinte pin-up su una folla che non si masturba da anni”.

Aggiungete una protagonista femminile che si piazza nella parte alta della diagonale di Vicky Mendoza, mosche che si accoppiano con doppiaggio live (?!) e tanto, tanto umorismo demenziale, e otterrete un anime esilarante e gustoso, pronto a insaporire le vostre giornate estive.

Okay. Sono confuso.

Okay.
Sono confuso.

 

2) Monster Musume no Iru Nichijou

Cosa fareste se vi ritrovaste di punto in bianco a dover ospitare una ragazza bellissima, simpatica e stracotta di voi… che ha una coda di serpente al posto della parte inferiore del corpo?

E va bene, forse è troppo facile… ma se vi dicessi che la suddetta parte inferiore è stata sagomata appositamente per alloggiare i genitali giusti al posto giusto?

Ecco, è proprio questa la situazione di Kimihito Kurusu, protagonista maschile di Monster Musume, che per un errore burocratico deve fare da famiglia ospite di una lamia di nome Miia.

Da tre anni, infatti, la popolazione mondiale è venuta a conoscenza dell’esistenza delle extraspecie, creature civili e intelligenti che presentano caratteri umanoidi ibridi. La convivenza è pacifica, ma vige un trattato di non-aggressione reciproca che vieta, tra le altre cose, i rapporti sessuali tra specie diverse. Indi per cui, nonostante lo straripante desiderio sessuale di Miia, Kimihito deve stoicamente respingerla.

Benché l’idea non sia del tutto originale, la prima puntata dell’anime lascia sperare bene. Le gag ci sono e fanno ridere, il protagonista maschile non è la solita femminuccia incapace, e le ragazze (sì, avete capito bene, sono più di una) sembrano quel buon mezzo fra il moe e il “Ma che cazzo sto guardando?” che a noi utenti piace tanto.

Le grandi domande.

Le grandi domande.

 

3) Overlord

Se Kirito vi ha disgustato per la sua naïveté, ma l’idea di un mondo virtuale vi affascina, allora Overlord è l’anime che fa per voi. Ambientato nel 2126 (si sono tenuti larghi per andare sul sicuro), questo anime parla del peggiore incubo di un giocatore di MMORPG: la chiusura dei server.

Il mondo virtuale di Yggdrasil, popolare videogioco full-dive, sta giungendo al termine. Rimane solo un giocatore, un ultimo veterano affezionato che è intenzionato a lasciare il gioco solo al momento del definitivo spegnimento. Tuttavia, al momento fatidico dello shutdown, non succede nulla: il protagonista (di cui conosciamo solo il nickname Momonga) resta nella sala del trono della sua gilda, circondato dai suoi servitori NPC e incapace di contattare gli amministratori o di effettuare il logout. Gli NPC, per di più, cominciano a muoversi e a comportarsi come esseri dotati di intelletto proprio, pur seguendo le loro impostazioni iniziali.

Di certo Overlord è l’anime più difficile da valutare in questa batteria: il suo esordio è misterioso e non lascia molti indizi, ma il protagonista sembra ben impostato. Il design inoltre è, e scusate il termine tecnico, una figata, con ibridi demone-umano e grandiosi scenari da Medio Evo fantasy.

E poi, ci sono le tetteh.

Non so a voi, ma a me promette bene.

Non so a voi, ma a me quest’anime promette bene.

 

4) Prison School

La trama di Prison School è assolutamente anonima, almeno all’apparenza: cinque ragazzi con tanta voglia di vivere si iscrivono in un istituto fino a poco prima riservato ad alunne di sesso femminile. L’intenzione dei cinque è, ovviamente, quella di abbordare tutte le signorine possibili, sbirciare qualche mutandina e, con un po’ di fortuna, perdere l’odiata verginità.

Le cose prendono però una piega insolita con l’entrata in gioco di una misteriosa associazione studentesca segreta, che cattura i protagonisti a seguito di una loro bravata e li incarcera in una prigione costruita all’interno della scuola stessa.

Parte così una specie di anime survival, che però si carica ben presto di tinte umoristiche e diventa una parodia del classico filone americano della “grande fuga”. Il nostro manipolo di mandrilli dovrà infatti evadere dalla prigione e sottrarsi così dalle grinfie delle loro spietate (ma decisamente sexy) secondine: una dominatrice con tanto di frustino, una adorabile ma brutale campionessa di karate e una lady di ferro capace di… comandare i corvi. E che volete, son giapponesi.

Se avete notato le proporzioni facciali del tizio a destra, state guardando la cosa sbagliata.

Se avete notato le proporzioni facciali del tizio a destra, state guardando la cosa sbagliata.

 

Ovviamente questo è solo un giro esplorativo, basato unicamente sulla visione del primo episodio di ciascuna serie. Non vi prometto niente, perché la sfaccimma è grande, ma per quanto ho visto mi sento di dire che questi anime potranno soddisfare una vasta gamma di palati, e sicuramente vi porteranno qualche risata.

Based-sama

Based-sama

Vent'anni e ancora guarda i cartoni animati. Ha una D nel nome, ma non la sbatta di imparare a usare l'haki. Un villain nato, spreme sempre il tubetto del dentifricio dalla parte di mezzo.
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A proposito di Based-sama

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