Recensione di Wonder Woman!

Icona femminista? Dea? Guerriera? Supereroina? Si possono dire un sacco di cose su Wonder Woman. E da oggi possiamo aggiungerla di diritto nella rosa dei cinecomics con il nuovo omonimo film. Lo abbiamo visto nei giorni scorsi ed ecco la nostra Recensione di Wonder Woman!

Recensione di Wonder Woman - tre poster del film

ATTENZIONE: LA RECENSIONE CONTIENE SPOILER

Difficile non farsi influenzare dai giudizi della critica. È successo con Batman v Superman lo scorso anno (dove tra l’altro la Wonder Woman impersonata da Gal Gadot fa il suo esordio), distrutto dai critici del celeberrimo sito di reviews Rotten Tomatoes, così come è successo a tanti altri. Giri su Facebook, schivi gli spoiler, ma una prima impressione è data inevitabilmente dall’emergere delle prime critiche dopo le grandi anteprime. Wonder Woman totalizza nei primi giorni il 99% di reviews positive, andando ad accaparrarsi il primato tra tutti i cinecomics mai realizzati. Ad oggi, dopo l’aggiunta di nuovi feedback di critici e pubblico, scende a 94%, a pari merito con Il Cavaliere Oscuro di Nolan e il primo Iron Man, aggiudicandosi quindi la medaglia d’argento nell’Olimpo dei film di supereroi, seconda solo a Gli Incredibili della Pixar.

Per cui, uno si dice “Sticazzi! Lo devo vedere!”, giusto? State aspettando la sorpresa negativa? Mettetevi il cuore in pace, perché non arriverà.

Wonder Woman è infatti una figata. La pellicola dimostra come, quando si parla di questo genere, less is better. Una trama semplice, lineare, con il giusto contenuto di colpi di scena, scene d’azione ben fatte, casting ben fatto e tutto fila liscio.  È il colpaccio che serviva a DC/Warner Bros, che dai tempi della trilogia di Batman di Nolan (comunque criticata dai lettori dei comics) non riesce a mettere insieme un film di supereroi decente (non stiamo a ripetervi perché Man of Steel, Suicide Squad, Green Lantern e Bats v Sups facessero cagare).

Forse il collocare la vicenda nel passato permette di circoscrivere la trama ad un tempo e spazio ben precisi, evitando quindi cameo di altri supereroi, la necessità di inserire la storia in una continuity più ampia, eccetera. Il film è un flashback che parte, a quanto pare, da dopo le vicende di Batman v Superman, per riportarci negli anni della Grande Guerra, 1918, anno in cui la principessa delle amazzoni di Themyscira scopre la civiltà dei mortali, e cerca di capirne le usanze e la cultura. Prenderà quindi parte al conflitto al fianco della spia americana Steve Trevor, il suo love affair, e la sua crew di mercenari in una missione cruciale per gli esiti della guerra. Motivo di questa spinta? Apprese le proporzioni del conflitto della Prima Guerra Mondiale, Diana pensa che Ares, dio della Guerra, si celi dietro uno degli spietati leader tedeschi pronto a utilizzare un gas mortale sull’Inghilterra. Ares si rivelerà invece essere celato dietro le spoglie di un comandante britannico, e la principessa apprenderà durante lo scontro di essere predestinata dalla nascita per questa missione.

Recensione di Wonder Woman - Scena di combattimento con il Lazzo

La pellicola non manca di proporre momenti comici, senza esagerare come a mio avviso ha recentemente fatto la rivale Marvel, controbilanciati da ottime sequenze di combattimento, con una Gadot che sembra trovarsi perfettamente a suo agio nell’interpretare l’iconica supereroina. Wonder Woman è inoltre il primo film del genere dedicato ad un supereroe di sesso femminile, aprendo, si spera, le porte ad altre (mi piacerebbe vedere una Capitan Marvel prima o poi), battendo molti dei colleghi maschietti a mani basse con un lungometraggio completo e per niente copia/incolla di altri capisaldi del genere.

Recensione di Wonder Woman - Il cast nella foresta a cavallo

Il film ha forse due punti deboli: il primo è la somiglianza con il primo film Marvel di Capitan America, non solo per il setting “bellico”, ma anche per l’epilogo, con Steve Trevor che sacrifica la propria vita a bordo di un aereo in un’impresa suicida che permette di eliminare le armi mortali dei tedeschi. Il secondo riguarda invece i dialoghi dell’ultima mezz’ora di film, leggermente patetici e melensi, infarciti di luoghi comuni. Mi riservo comunque il dubbio che sia colpa del doppiaggio italiano, ma non avendo visto la versione originale, non saprei dire.

Cosa aggiungere? Se non lo avete ancora visto vi consiglio di farlo, perché sono abbastanza sicuro che nella sua semplicità vi conquisterà. Non sarà il film della vita, ma ne vale la pena.

Recensione di Wonder Woman - Scena di combattimento di Diana

E poi lei è una figa atomica.

La DC/Warner ha dimostrato di essere ancora in grado di tirare fuori un buon cinecomic, e rialza il morale degli spettatori in attesa di Justice League, in uscita in autunno. Sperando che la nostra Recensione di Wonder Woman vi sia piaciuta, incrociamo le dita per i film futuri.

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MattPenna

Cantante, musicista, DJ e music blogger. Per saperne di più su di me, seguite il mio blog mattpennapopscene.wordpress.com o la mia band, Nowhere Boys, https:/www.facebook.com/nowhereboysit
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