Recuperi estivi – Harper’s Island

“L’ordine in cui dovevano seguirsi le morti sull’isola era stato studiato da me con cura e attenzioni speciali”
Avete un fine settimana libero da impegni e vorreste occuparlo guardando qualcosa di accattivante, carico di thriller e pathos? Bene, mettetevi comodi e tranquilli: la CBS ha avuto ben cura di voi, mandando in onda (nell’ormai lontano 2009) una serie passata relativamente in sordina ma con potenzialità tutte da scoprire.
Di che serie stiamo parlando? Ma di Harper’s Island, ovviamente.

Harper's Island: il luogo adatto per un bel weekend di paura.

Harper’s Island: il luogo adatto per un bel weekend di paura.

La serie si compone di una sola stagione, comprendente tredici episodi più due episodi speciali, uno a metà stagione (dall’eloquente titolo “Unsolved” e uno post finale intitolato “Solved“). La serie narra i fatti che accadono su un atollo, dopo che uno dei personaggi principali, Henry, cresciuto su quell’isola decide di farvi ritorno per organizzarci e celebrare proprio lì il suo matrimonio. Pare uno spunto quanto mai banale e privo di ramificazioni di trama. “Pare”, sì.

Perché proprio come la cara Agatha Christie insegna con i suoi libri, la gente ha sempre qualcosa da nascondere, uno scheletro da celare nel proprio armadio. E queste persone, non si discostano per nulla da tale identificazione.
Il matrimonio sarà solo il punto d’inizio di una avventura che vedrà coinvolti tutti gli invitati, nessuno escluso e, ripercorrendo una trama simile al libro Dieci Piccoli Indiani, metteranno a repentaglio la propria vita, venendo uccisi uno dopo l’altro.
One by one. Tutti i presenti verranno messi di fronte al proprio passato, alle proprie paure, ma alcuni troveranno qualcosa che ritenevano perduto da tempo. Un sentimento o una sensazione che credevano estinta.
Sarà la fiducia e la totale abnegazione a trarre in inganno perché, date le circostanze e viste le premesse, meglio non fidarsi di nessuno fatta eccezione per sé stessi.

Un cast numeroso ed un assassino.

Un cast numeroso ed un assassino.

La serie è improntata allo stile thriller, ma non disdegna i canoni dell’horror o del pur semplice drama.
Una curiosità che ha reso anche il cast molto legata a questa serie è il fatto che ogni personaggio recitava in funzione del copione giornaliero che gli veniva dato. Ciò significa che nessun attore era a conoscenza di quanto effettivamente il proprio personaggio sarebbe rimasto in vita.
Altra cosa che era ignota all’intero cast: l’identità dell’assassino stesso, perché allo stesso attore che lo interpretava è giunta notizia solamente nel momento in cui è stato poi girato il colpo di scena rivelatore.
La serie racchiude mistero, thriller, horror, drama e (perché no) anche una dose di romanticismo, seppur diluito oltremodo in questa soluzione.

Perché vederla? Se la presentazione della serie non vi ha conquistato, ci tengo a ricordarvi che la serie occupa semplicemente 13 episodi: un’inezia.
Ma per chi adora la caratterizzazione e lo snocciolamento della storia di ogni singolo personaggio che compare nella sceneggiatura, questa serie non può in alcun modo mancare dal momento che basa la propria forza proprio su tale elemento.

Può capitare a chiunque di avere per amico un assassino.”

 

 

 

 

Jim LaFleur

Esistono storie che non esistono.
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Nato male e stronzo, cresciuto ancor peggio.
Jim LaFleur

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