A Scanner Darkly, droga e percezione per Philip Dick

“Che cosa vede uno scanner ? ” è la domanda che Philip Dick pone a se stesso attraverso il protagonista ed al lettore, in una realtà i cui confini si fanno sempre più labili ed indefiniti

Se finora non avete avuto il tempo di soffermarvi su Philip Dick e la sua opera letteraria, forse e ribadisco forse, è arrivata l’ora di prendervi questo impegno. Potreste persino aver visto per sbaglio Blade Runner tratto da “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?” o Atto di Forza (Total Recall)

Da Atto di Forza del 1990 (il film originale altro che quello del 2012!)

Calarsi nei personaggi che Dick tratteggia nei suoi racconti e nei suoi romanzi è uno sforzo fisico per la mente perché la possibilità di perdersi e di essere prigionieri di un forte senso di straniamento si annida nelle parole o nei flussi di coscienza di umani, umanoidi e/o simulacri che infestano le trame di ogni fantasia partorita su carta dallo scrittore statunitense. Dick è come uno specchio rotto: ti puoi specchiare in ogni scheggia e vederci in ognuna qualcosa di diverso ma se poi ricomponi il puzzle, l’immagine riflessa è unica.
A Scanner Darkly (1977), parla (anche) del mondo della droga e delle dipendenze, e sul conto che c’è da pagare quando la corsa sta per arrivare al termine.
Dick dipinge una Los Angeles del 1994, nella quale la società è un mondo diviso a metà: da un lato i quartieri della buona borghesia e della società civile, onesta e produttiva e dall’altro vaste zone dove la droga è l’unica normalità possibile. La comunità dei tossicodipendenti è devastata dal diffondersi della micidiale sostanza M (chi la consuma diventa praticamente un vegetale), la cui origine è ignota così come lo è l’organizzazione che la produce e la spaccia per le strade della città.  Protagonista della storia è il poliziotto Fred, agente della narcotici, infiltrato tra i tossici per scoprire il più possibile su chi gestisce il mercato della sostanza M: un abito speciale – una fantascientifica “tuta” di dissimulazione che gli donerà una seconda identità, Bob Arctor – gli permette di muoversi senza essere riconosciuto tra la centrale e la casa in cui abita con altri disperati.
Fred/Bob finirà invischiato nell’inferno di questa sostanza durante il suo compito precipitando in una spirale da dove non riemergerà. Bob sarà al tempo stesso pedina sulla scacchiera che giocatore, la sua mente si sfalderà lentamente tra una lucida paranoia e la schizofrenia di personalità e comportamenti che si incontrano-scontrano su piani della mente che non coesistono mai nello stesso punto dello spazio e del tempo. Questa dicotomia comportamentale del protagonista lo travolgerà con gli eventi, senza capire che la traiettoria tracciata, seguendo scelte più o meno consapevoli, gli si sta chiudendo intorno.scanner darkly droga
Il tema centrale del romanzo è la percezione, che diventa il tema della conoscenza e della memoria di sé, come interpretazione della realtà, intrecciandosi con il tema dell’assunzione delle droghe. Emerge una società che opprime l’individuo alla quale però non si può addossare una responsabilità diretta, perché non si hanno le coordinate per trovare chi ne è al comando. Un mondo in cui la paranoia è necessaria per provare ad individuare il nemico, di cui i personaggi percepiscono la presenza ma che non vedono per certo.
Il messaggio più lungimirante e potente è dentro le parole del detective Mick quando fa l’ultimo discorso con Donna dicendo che “Io credo che il compito di Dio sia trasformare il male in bene…e se lui è attivo la su ora lo sta facendo, anche se i nostri occhi non lo percepiscono. L’ intero processo è nascosto sotto la superfice della nostra realtà e lo conosceremo solo in seguito…E anche allora i popoli del futuro, i figli dei nostri figli, non conosceranno mai veramente questo orribile periodo che abbiamo attraversato e le perdite che abbiamo subito…

La chiave è sempre la libera scelta e la necessità di porre attenzione e consapevolezza sulle proprie azioni, perché ci sono scelte che si fanno e che sono tali da portare dove non si vorrebbe.

Ad maiora!

Arf

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Ehi amico. Ehi amico. Non mi piace. Forse dovrei darti un nome ma è una strada pericolosa: esisti solo nella mia testa, ricordiamocelo. Merda! È successo davvero, sto parlando a qualcuno che non esiste. Quello che sto per dirti è top secret. Si tratta di una cospirazione gigantesca. C'è un gruppo di persone potenti che governa il mondo in segreto. Parlo di gente che nessuno conosce, di persone invisibili. L'1% più ricco dell'1% più ricco del mondo che gioca a fare Dio e ora credo che mi stiano tracciando. STACCA STACCA STACCA
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A proposito di Arf

Ehi amico. Ehi amico. Non mi piace. Forse dovrei darti un nome ma è una strada pericolosa: esisti solo nella mia testa, ricordiamocelo. Merda! È successo davvero, sto parlando a qualcuno che non esiste. Quello che sto per dirti è top secret. Si tratta di una cospirazione gigantesca. C'è un gruppo di persone potenti che governa il mondo in segreto. Parlo di gente che nessuno conosce, di persone invisibili. L'1% più ricco dell'1% più ricco del mondo che gioca a fare Dio e ora credo che mi stiano tracciando. STACCA STACCA STACCA

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